“SPENDING REWIEW”: LA FORMULA TAGLIA-SPRECHI NEI MINISTERI DIVENTERA’ REALTA’?

di Giuseppe Bentivegna – C’è uno spettro che sembra non lasciare tregua a Monti e ai membri del suo Governo: il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013. Una pressione che potrebbe portare a nuovi provvedimenti compresa la cosiddetta “spending rewiew”, quel taglio alle spese dei ministeri che il ministro dei Rapporti col Parlamento Pietro Giarda, dovrà elaborare in breve tempo. Nel piano del ministro, la spesa delle amministrazioni centrali dovrebbe ridursi da 352 a 342 miliardi nel corso di quest’anno, sino a raggiungere quota 339 miliardi nel 2013.

 “L’ulteriore salto di qualità che l’Italia sta perseguendo deve essere ancora interamente percepito nella sua portata” ha spiegato Giarda. “Quando si tratterà di passare dai progetti ai fatti occorrerà una vera e propria task force”, aggiungendo comunque di aver avuto “collaborazione piena dai ministri e dalle strutture ministeriali”. E vanno in questa direzione le dichiarazioni del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, che in un’intervista al “Corriere della sera” conferma di voler dare il proprio contributo al taglio dei costi riducendo del 10% i dipendenti civili del Viminale “grazie ad uno scivolo, un pensionamento anticipato, senza traumi. Dopodiché, invece di riassumere una quota pari al 30% del personale, come potremmo fare in astratto con la cifra risparmiata, ne riassumeremo solo il 10%.

Il resto dei soldi verrebbe accantonato” ha spiegato la Cancellieri, che aggiunge: “se il governo mi dà l’ok, vado dai sindacati”. Sul tema “spending rewiew” si è espresso anche il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera: “E’ chiaro che ci sono resistenze, ma sulla cosiddetta ‘Spending Review’ ho la sensazione che ci sia grande disponibilità, grande voglia. I cittadini chiedono cose concrete molto forti che compensino i sacrifici che bisogna tutti insieme fare per portare il Paese al di là del guado”.

“Vedo che molte idee stanno venendo fuori – continua il ministro dello Sviluppo Economico – è chiaro che ci sono resistenze, bisogna dire dei no, bisogna dire dei non più e che d’ora in avanti è un’altra cosa. Noi ci mettiamo la nostra parte con la possibilità di versare questi recuperi al cittadino”. “Spending review – ha concluso Passera – vuol dire riduzione ma anche aumento, in certi campi che fanno futuro, innovazione, ricerca, accompagnamento delle aziende e sostegno alle esportazioni. Non voglio entrare nel merito di singole misure, ma lo spazio per ridurre i costi c’é: per esempio regioni meno efficienti di altre si allineino ai migliori performer, ad esempio in campo sanitario”.

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