INTERVISTA ESCLUSIVA PER MERIDIANA AL PORTAVOCE DEL FORUM NAZIONALE DEI GIOVANI

di Pietro Forestiere – L’intervistato è Antonio De Napoli, giovane romano classe 1984, che ribadisce anche sul suo blog la fierezza delle origini irpine. Laureato presso la Luiss in Scienze Politiche – Relazioni Internazionali, tra gli animatori del Movimento Studenti Cattolici, ha dedicato la propria gioventù all’impegno politico e sociale. Ha visto nascere il Forum Nazionale dei Giovani nel 2003, componente del primo Consiglio Direttivo, si avvia oggi alla conclusione del mandato triennale di Portavoce dell’unica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane (riconosciuta con la legge 311/2004), per una rappresentanza di circa 4 milioni di giovani.

Domanda preliminare, anche per comprendere il tenore delle tue successive risposte. Qual è la specificità della tua funzione di Portavoce?

Il Forum è una piattaforma di secondo livello, in cui ogni associazione porta già il suo bagaglio di esperienze, di vita associativa e anche di norme interne. C’è una grande eterogeneità di sensibilità politiche, culturali, sindacali, persino religiose. Ciò ne rappresenta il valore aggiunto nel senso della valorizzazione delle diversità, ma talvolta il limite quando ci si preclude l’intervento su determinate tematiche. Il Portavoce per statuto è all’apice dell’organizzazione e ne è il rappresentante legale, avendo la rappresentanza esterna dell’organismo. Compito del Portavoce cercare di valorizzare in termini di sintesi gli indirizzi dell’Assemblea e le delibere del Direttivo.

In occasione delle consultazioni per la formazione del governo Monti, siete stati l’unica rappresentanza giovanile convocata a Palazzo Chigi. Come si è articolato il rapporto istituzionale in questi 6 mesi?

Ritengo più politicamente significativo il nostro secondo incontro; il primo, di grande impatto mediatico, eraantecedente alla formazione del governo e abbiamo apprezzato moltissimo il gesto dell’allora Presidente Incaricato Monti di voler incontrare l’associazionismo giovanile in una fase così politicamente rilevante. Il secondo incontro è avvenuto a dicembre, il tema caldo era la riforma previdenziale. Davanti a noi il premier Monti, il presidente dell’INPS Mastrapasqua, il ministro Fornero e il sottosegretario Catricalà. E’ stato un incontro in cui abbiamo auspicato un’interlocuzione forte con questo governo, che andasse oltre la foto ricordo. Abbiamo chiesto un coordinamento sull’associazionismo giovanile e sulle tematiche trasversali alle agende dei vari ministeri, trasversalità su cui ad esempio l’ex ministro Meloni ha sempre insistito, a ragione. In seguito abbiamo ricevuto altre due convocazioni, per un totale di quattro, da parte dello staff di Monti: nella prima si è avuto ad oggetto la strategia di comunicazione istituzionale sulla questione giovanile; nella seconda, più concreta, il PNR (Programma Nazionale di Riforma) ed il governo ha registrato formalmente le nostre riflessioni e proposte.

La critica che si muove sin dal primo mese di vita all’attuale governo è di non riuscire a cogliere e mediare visioni diverse dalla propria. Avete poi trovato traccia delle vostre indicazioni nei piani di riforma dell’esecutivo?

Proprio in quel secondo incontro abbiamo espresso le nostre preoccupazioni per il futuro previdenziale e abbiamo rilanciato sulla riforma del mercato del lavoro. Il ministro Fornero si era impegnato per un nostro coinvolgimento alla cosiddetta “fase 2” del governo, riguardante anche la riforma del lavoro. Nonostante l’invio successivo da parte nostra di un documento su questi temi, non c’è stata mai occasione di un confronto diretto. Sia nella seconda audizione che nel documento, il Forum ha ribadito la necessità di una riduzione delle tipologie contrattuali dalle quasi 50. Abbiamo anche insistito molto sul concetto di continuità contributiva: oggi un giovane versa poco e male ed è urgente intervenire su questo aspetto.

In relazione a questa tua ultima osservazione, ritieni meritevole di considerazione la proposta sul riscatto degli anni universitari?

Non abbiamo menzionato nel documento il famoso riscatto degli anni universitari e non abbiamo approfondito come Forum questo aspetto nei dettagli. Personalmente credo che non ci sarebbe un reale vantaggio nell’ottenere con un centinaio di euro al mese, a fronte degli attuali stipendi medi dei giovani italiani, un futuro incremento della pensione probabilmente irrisorio.

La commissione competente del Senato ha rinviato ulteriormente il confronto partitico sulla riforma del mercato del lavoro a giugno. Il Forum ha da anni l’opportunità di registrare un quadro ben rappresentativo delle esigenze dei giovani italiani. Prima questione: esiste ancora il mito del posto fisso e “monotono”?

Non riscontriamo nel nostro quotidiano il mito del posto fisso. Ben venga un contratto a tempo indeterminato, ma non è più l’aspirazione generalizzata, anche per il cambiamento del mercato del lavoro. Si pensi alle tecnologie, ai green jobs. I giovani ambiscono ad uno stipendio dignitoso, non importa se debbano cambiare lavoro per ottenerlo. L’esigenza è avere una certezza sul futuro, immediato. E con il precariato non è possibile porre le basi per la costituzione di una famiglia. Chi richiede un mutuo in banca per l’acquisto di una casa lo sa bene. Purtroppo, l’unico ammortizzatore sociale realmente funzionante è costituito dai genitori.

Seconda questione: il governo Monti ha riaperto l’antico dibattito sull’articolo 18, irrigidendo peraltro certi fronti sindacali. E’ davvero un tema centrale per le nuove generazioni?

Nel documento non ci concentriamo sull’articolo 18. Le questioni sono altre. Alcune uscite infelici di questo governo sul posto fisso fanno capire che non si ha una reale coscienza di cosa voglia dire vivere oggi con un contratto a progetto. Da qualunque statistica, ISTAT compresa, emerge che i giovani il posto fisso lo conoscono a malapena.

Insomma stavate meglio quando, a prescindere dal colore, i vostri riferimenti istituzionali non erano tecnici?

Questo governo tecnico è una parentesi fra governi politici. Nel primo incontro con Monti abbiamo richiesto ufficialmente di mantenere un ministero per i giovani in modo da poter continuare ad avere un chiaro riferimento nelle istituzioni. Oggi non esiste un ministro per i giovani e la delega attualmente è affidata al ministro Riccardi. Il Forum ha sicuramente avuto una interlocuzione evidente con i precedenti ministri, Melandri e Meloni. Per quanto riguarda il mio mandato, che ha coperto gli ultimi tre anni, posso evidenziare una fase di ascolto molto attenta del ministro Meloni su ciò che abbiamo portato avanti. Sono state organizzate diverse iniziative in partenariato e abbiamo trovato coerenti con il nostro impegno diverse sue iniziative. Penso al pacchetto “Diritto al futuro” per l’accesso al mutuo per le giovani coppie o alla sua proposta di modifica costituzionale, attualmente ferma in Senato, sulla equiparazione tra elettorato attivo e passivo per Camera e Senato.

Il Forum è anche sintesi di ciò che impropriamente si definisce anti-politica?

Nel Forum abbiamo la fortuna di vedere ciò che Bill Emmott (ndr, giornalista britannico, già direttore del The Economist) definirebbe la “Buona Italia”, ovvero quei giovani che nei weekend antepongono la riunione politica all’uscita in discoteca, oppure quegli 8 giovani su 100 che si impegnano nel sociale. Siamo perfettamente consapevoli di essere una minoranza, rispetto a chi cerca di entrare nei reality show. Non crediamo di essere migliori, semplicemente molto diversi.
Questione legge elettorale. Si sproloquia da anni di quote rosa e più recentemente di quote verdi nelle liste elettorali…

Il Forum si è espresso solo sulla necessità imprescindibile del ricambio generazionale fin dal principio della sua vita associativa nel 2004, con la campagna “URG!” ad esempio. Per il resto, posso esprimermi a titolo personale. Il ricambio generazionale non passa per le quote verdi o rosa ma attraverso un ripensamento della cultura politica, nessuno ci regalerà le opportunità di candidatura ad esempio, tocca prendersele da soli.

Questo governo insiste, anche sul tema della spending review, nel coinvolgimento di personalità a dir poco datate. I neo commissari Giuliano Amato ed Enrico Bondi sono rispettivamente del ’38 e del ’34. Una nuova legge elettorale può aiutare. E’ vero che tornando alle preferenze si favoriscono i gruppi dotati di maggiori risorse economiche, ma con il “porcellum” non si dà ai giovani neppure l’opportunità di mettersi in discussione. Con l’attuale meccanismo di cooptazione vengono privilegiati talvolta i migliori, altre volte i peggiori. E questo sistema vale purtroppo sia per il trentenne che per il settantenne.

Ritieni, sempre a titolo personale, che gioverebbe alla democrazia italiana ripensare il sistema di finanziamento ai partiti?

Il referendum del 1992, seppur molto datato, ha dato un’indicazione molto chiara. Se oggi si indicesse un referendum
popolare per decidere, si innescherebbe un bel dibattito
. Credo che dovremmo andare verso un sistema senza il finanziamento pubblico dei partiti. Sono auspicabili leggi chiare improntate sul modello americano. L’Italia ha un’emergenza trasparenza. Ma abolire il finanziamento pubblico ai partiti vuol dire anche delimitare il campo con norme nuove e dettagliate.

Il Forum prepara per il 24 maggio una grande evento dal titolo “Guardo al futuro”. Interverrà Mario Monti. Come possono un premier e un governo dall’anagrafe impietosa anche solo pensare il futuro del Paese?

Questo governo ha una sua funzione particolare ed è un unicum. Forse ciò può giustificarne anche la composizione anagrafica. La questione del ricambio generazionale si accompagna anche alla questione anagrafica, ma non sono sinonimi. Fondamentale è il percorso del merito e delle nuove competenze. Anche in vista della prossima competizione elettorale, il Forum si batterà sempre affinché, a prescindere dal sistema elettorale, i giovani abbiano l’opportunità di candidarsi e soprattutto l’opportunità di essere eletti. Persone giovani in un esecutivo nazionale vuol dire identificazione con le questioni che interessano i giovani. Attualmente il più giovane del governo è Michel Martone, di 38 anni, scelto per competenze. L’auspicio è che nel prossimo governo si possa far meglio, dando spazio anche alla valorizzazione delle esperienze di associazionismo civico così forti nel nostro Paese.

Redazione

Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine
Redazione
About the Author
Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine

Leave A Response

You must be logged in to post a comment.