ALFANO LANCIA LA SUA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE. NO A MONTI – BIS, E SBATTE LA PORTA IN FACCIA A FINI

di Chris Grasso – Dice no al Monti-bis, attacca Casini e sbatte la porta in faccia a Fini. Ecco il programma di Angelino Alfano per le primarie del centro – destra, o quantomeno i punti di maggiore interesse emersi ieri nel corso dell’intervista – lancio del segretario del Pdl. Alfano parla anche di legge elettorale aprendo ad una soluzione diversa per il premio di maggioranza, “ma Bersani non speri di poter governare col 35%”.

Afferma di non aver paura e incassa l’appoggio di alcuni esponenti del partito, Gasparri e La Russa l’avevano fatto da tempo a loro si aggiungono Alemanno e Matteoli. Il primo si va da parte per concentrarsi solo sulla ricandidatura a Sindaco di Roma, l’ex ministro alle infrastrutture rilascia all’Ansa una dichiarazione di totale sostegno.

“Le parole di Alfano sono chiare, nette e condivisibili. Il Pdl affronterà le elezioni per vincerle. Prefigurare un Monti bis – prosegue Matteoli –  come se il voto degli elettori non contasse nulla è da parte di chi lo immagina un errore marchiano. Bene ha fatto il segretario del Pdl ad escludere questa possibilità respingendo ipotesi apolitiche ed inaccettabili”.

Alfano sa di suscitare simpatie anche quando dichiara che la storia di Fini con l’elettorato di centro – destra s’è chiusa per sempre, stoppando sul nascere l’ipotesi di riavvicinamento con l’ex leader di Alleanza Nazionali. Frasi che ingolosiscono l’elettorato di riferimento e che forse sarebbe stato il caso di pronunciare prima; chissà magari qualche indeciso o deluso di destra in Sicilia avrebbe scelto di andare a votare facendo vincere Musumeci ed evitando di riconsegnare l’isola al tridente Pd – Udc – Mpa o Pds che dir si voglia. Ma questa ormai è una vicenda chiusa e adesso il Pdl deve guardare alle politiche, giocando per vincere come dice Matteoli.

Resta l’incognita Berlusconi, e non si tratta esattamente di un particolare trascurabile. I collaboratori più stretti dicono non abbia gradito l’ufficializzazione delle elezioni primarie da parte di Alfano, altri giurano sia pronto a tornare in campo con una lista tutta sua. Alfano smentisce e parla di un fondatore che non  farà scherzi di questo tipo, ricordando come lo stesso Berlusconi poco tempo fa abbia annunciato la volontà a non ricandidarsi.

Ultimo passaggio sul nome e sul simbolo del partito. Alfano apre alla possibilità di cambiare entrambi, idea già avanzata poco dopo la sua nomina a segretario nazionale, ma trasformare tale pensiero in realtà non sarà altrettanto semplice. Esiste una spaccatura fra chi ritiene definitivamente chiusa l’esperienza del Pdl e quindi il cambio sarebbe la consacrazione di tale presa di coscienza e chi invece resta legato quasi con affetto. Sarà un altro tema di ampio dibattito.

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