IL PDL FRA TATTICHE, STRATEGIE E LUNGHE ATTESE MENTRE IL TEMPO PASSA INESORABILE

Come un grande tavolo da poker, con giocatori esperti anche se un pò usurati e in parte smascherati; c’è chi bluffa, chi bara, chi nasconda la strategia ma fino ad un certo punto. Il Pdl alla fine dell’anno 2012 è un tavolo di giocatori concentrati su una partita per cui si è anche perso un pizzico di interesse. Questo balletto primarie si, primarie no è diventato stucchevole, ancor di più mentre il Pd è riuscito ad appassionare l’Italia con lo scontro Bersani – Renzi, le polemiche sull’organizzazione e tutto il resto.

Alfano dopo 5 giorni di silenzio ieri ha parlato confermando le primarie per il prossimo 16 dicembre e garantendo sulla solidità del partito. Berlusconi resta in silenzio, ma inizia a reagire e lo fa a modo suo o se volete con i mezzi che gli sono rimasti. Il Cavaliere ha compreso di non detenere più la leadership del partito, ma continua a poter contare sul potere economico. Ed allora ecco che si inizia a parlare di tagli sulla prossima campagna elettorale e nessun supporto per le primarie che andranno quindi auto finanziate. Un ostacolo non da poco se ci si pensa, anche perchè i tempi per una raccolta non ci sarebbero e la quota di 2 euro di fatto non basterebbe. Un problema che potrebbe essere posto al prossimo ufficio di presidenza del Pdl, che a quanto pare si svolgerà martedì prossimo.

Ufficio di presidenza a cui guarda lo stesso Alfano che forse di aver indetto le primarie s’è pure pentito e adesso cerca un modo per uscirne pulito. Come? Confermandole ufficialmente e sperando che sia qualcun altro a prendersi la responsabilità di annullarle, il partito appunto attraverso l’ufficio di presidenza. Passo abbastanza semplice da compiere per una serie di ragioni. La prima è l’organizzazione; troppo poco tempo per organizzarle bene senza evitare ulteriori figuracce.

Martedì sarà il 4 dicembre, 12 giorni per allestire urne e tutto il resto sono troppo pochi. Le fime: a termini di regolamento quelle presentate dai singoli candidati andavano convalidate dai garanti entro 48 ore, cosa che non è accaduta, o quantomeno non ufficialmente. Terzo, i candidati. Molti hanno perso interesse e si sono defilati, questo potrebbe contare. Esiste anche l’ipotesi dello spostamento, ma sembra abbastanza remota.

Si potrebbe guardare al 13 o al 20 gennaio certo, con tutti i rischi del caso però. Il primo è l’eccessiva vicinanza con le elezioni regionali fissate per il 10 e 11 febbraio prossimi, sempre che Alfano non passi dalle minacce ai fatti aprendo la crisi di governo e riproponendo l’idea di election day. Altra questione da tenere conto sarebbe di natura prettamente tattica. Il Pd oggi conoscerà il nome del suo candidato, avendo in tal modo un mese e mezzo di campagna elettorale in più rispetto al Pdl. Un vantaggio regalato, come se i democratici non fossero già abbastanza avanti.

A tutti questi ragionamenti va aggiunta l’incognita Berlusconi o Forza Italia nuova versione. Alfano dichiara che non è a conoscenza dell’intenzione di candidarsi da parte dell’ex premier, ma anche questo fa parte delle strategie attorno al tavolo da poker. Mentre loro giocano però a perdere rischiano di essere gli elettori del centrodestra, sempre più delusi e sfilacciati.

Ulderico de Laurentiis

Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana".Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!
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