IL CAMPIONATO SI SPEZZA, TORNANO LE 7 SORELLE MA NON E’ TUTTO ORO

di C.G. – Il campionato si spacca in due come ai tempi delle sette sorelle negli anni novanta, ma stavolta il divario sembra maggiore e non per merito della qualità delle grandi. Vincono quasi tutte nella giornata che mostra in modo chiaro il solco che esiste fra chi sta a sinistra e chi sta a destra della classifica. Una separazione non del tutto netta perchè fra le pieghe della graduatoria ci stanno le squadre (ad esempio Catania e Atalanta) che stazionano nella terra di mezzo. Il turno appena concluso in serie A noi l’abbiamo diviso in tre blocchi nell’analisi delle gare giocate dalle grandi, che come detto vincono tutte Fiorentina a parte.

Primo gruppo con chi vince  e convince. La Juve, capolista con merito e capace di rialzare subito la testa spazzando via un timido Toro nel derby. Prima dell’espulsione i granata ci provano, ma i risultati sono comunque poco apprezzabili, poi il crollo. La Lazio che non gioca una gran partita col Parma, bastevole ad ottenere la seconda vittoria di fila e lanciarsi verso la vetta. Squadra con qualità e ben allenata, ha i mezzi per stare in alto, ma deve risolvere il problema della dipendenza da Klose. Il Napoli che distrugge il povero e debole Pescara con i colpi dei suoi pezzi da novanta. Si, i partenopei sono i veri anti Juve, quelli che possono concorrere per lo scudetto fino alla fine, ma a patto che la smettano di essere incostanti.

Chi vince, ma convince a metà. Il Milan che dopo aver fermato la capolista concede il bis in trasferta. A Catania però l’1-1 del giovane faraone (sempre più forte e decisivo) arriva in fuorigioco, poi il diavolo dilaga, ma chissà come sarebbe andata senza l’episodio. Il Catania non è evidentemente fortunato nelle sfide con le grandi. Dopo il rigore negato con l’Inter e il gol incredibilmente annullato con la Juve ecco un nuovo fastidioso caso. La Roma ottiene la terza vittoria di fila in rimonta a Siena  e si rilancia; convince a metà perchè soffre nel primo tempo chiuso sotto di un gol e solo nella ripresa travolge l’avversario coi gol dell’ex Destro e del vecchio Perrotta.

Infine chi non convince. L’Inter intanto, che per superare il Palermo ha bisogno di un autogol assurdo che più assurdo è difficile. Torna a vincere la squadra di Stramaccioni un mese dopo l’impresa di Torino, ma il gioco e le occasioni da gol latitano nel pomeriggio del Meazza. Squadra stanca (giocano già dal 2 agosto), e disturbata dal caso Sneijder che la società ha gestito male. In più pesa l’assenza di Cassano e delle sue illuminanti giocate, mentre Milito sembra aver perso la vena realizzativa brillante fino alla sfida allo Juventus Stadium. In questo blocco mettiamo a sorpresa la Fiorentina e spieghiamo anche il perchè. Il doppio 2-2 con Torino e Sampdoria ha il sapore delle grandi occasioni perdute nell’anno che a conti fatti potrebbe anche essere quello buono. La squadra di Montella gioca e anche bene, ma è troppo legata alle condizioni atletiche dei titolari, con le riserve non all’altezza. Serve l’intervento della società a gennaio per non rovinare un progetto fin qui molto interessante.

Chris Grasso

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