“POSSONO ESISTERE PIU’ ANIME NEL CENTROSINISTRA, PURCHE’ CI SI RICORDI CHE ESISTE LA DESTRA”. ECCO IL BERSANI PENSIERO DOPO LE PRIMARIE

di Chris Grasso – “Possono coesistere diverse anime del centrosinistra, per me va bene anzi è anche giusto che sia così. Purchè ci si ricordi che esiste la destra”, Nel discorso del Bersani candidato premier del Pd c’è questa frase sibillina, che incarna vari aspetti e lancia più di un messaggio.

Possiamo vederne una mano tesa a Renzi, a patto che cancelli le sue visioni definite “berlusconiane” dai suoi più accaniti oppositori.Qualcuno ne vede un chiaro messaggio all’elettorato, un modo per affermare “eccoci siamo qui e siamo migliori di quelli lì”. Oppure si può pensare ad una frecciata ai possibili alleati, Casini su tutti, in cui si fissano patti e condizioni con pochissimi margini per manovre e trattative di qualsiasi genere.

La campagna elettorale del Pd è iniziata ieri sera; dopo i mesi impegnati nella lotta interna e la presa di coscienza della forza elettorale su cui poter contare i democratici lanciano la sfida per la conquista di Palazzo Cighi. Nessuno svecchiamento, il leader scelto dalla gente è l’esperto Bersani che era ministro ai tempi del primo governo Prodi, una vita fa. Alla faccia del rinnovamento, ma la democrazia è questa e la democrazia nella sua più alta espressione possibile, e cioè il voto, ha preferito Bersani al giovane Renzi con uno scarto bello consistente.

Un vantaggio in termini di tempo che il Pdl non ha intenzione di annullare, impegnato com’è a risolvere le beghe interne. Quali? Le solite: Berlusconi si Berlusconi no, primarie si primarie no, Forza Italia, Alleanza Nazionale e via discorrendo. In tutto questo caos l’ufficio di presidenza per stabilire le strategie e le candidature non è stato ancora fissato, mentre i giorni passano in modo inesorabile. Bersani va in Libia per chiudere accordi da spendere in campagna elettorale, dall’altro lato tutto tace in quello che ormai può essere definito un imbarazzante immobilismo.

Svolgere le primarie il 16 dicembre appare ogni minuto di più pura fantascienza, allungare il brodo fino a gennaio un vantaggio per gli avversari che potrebbero contare su 45 giorni di campagna elettorale in più. Che fare? Bella domanda. Intanto ogni secondo trascorso senza prendere una decisione avvicina l’ipotesi di una sfida Bersani – Berlusconi.

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