CRONACA DI UNA CAMPAGNA ELETTORALE GIA’ INIZIATA

di Aragorn – La campagna elettorale è iniziata, adesso è ufficiale. Il Pdl lancia la sua sfida a Bersani e Vendola riproponendo il leader storico e rinviando ancora una volta il famoso ricambio generazionale che sembrava potesse arrivare con le primarie.

I segnali sono chiari, le parola anche. Berlusconi che torna in campo perchè qualcuno lo ha chiesto come nel ’94, Alfano che prende la palla al balzo e annulla le “scomode” primarie per fare largo al “detentore del titolo”, poi annuncia alla stampa che l’esperienza Monti va considerata conclusa. Infine nuovo vertice a Palazzo Grazioli (il terzo di fila) per decidere alleanze e strategie elettorali. Ecco il quadro aggiornato a oggi, con diversi aspetti ancora da chiarire e tante partite da chiudere.

Molti si sono schierati col ritorno del Cav, alcuni restano nascosti in attesa, altri si sono dichiarati apertamente contrari e adesso si interrogano sul da farsi da qui ai prossimi giorni. Si perchè di giorni si parla, forse di ore. La crisi di governo è imminente con il Pdl che insiste per l’election day a febbraio, questo significa presentazione delle liste entro i primi giorni del nuovo anno e alleanze da chiudere in fretta.

La legge di stabilità completerà l’esperienza dei tecnici, la riforma elettorale rischia seriamente di saltare e con essa la speranza di un ritorno alle preferenze. Ma tutto questo passa oggi in secondo piano a Palazzo Grazioli dove si cerca la formula per un ritorno all’unità o a qualcosa che possa somigliargli almeno.

Cosa fare coi dissidenti? Domanda difficile, qualcuno parla di corrente interna nel Pdl che tenga una linea alternativa a quella ufficiale, ma non si escludono soluzioni diverse, anche estreme. Intanto Berlusconi può ritenersi soddisfatto; è bastato un comunicato stampa nella notte fra martedì e mercoledì per riprendersi il partito, mettere a tacere Alfano e gli altri, raccogliere le adesioni dei fedelissimi e capire che gli oppositori interni non sono poi così tanti.

Le primarie sono un ricordo e con esse viene sepolta una grande occasione per rilanciare entusiasmo e partecipazione, ma questo ormai è un discorso vecchio, l’attualità è il ritorno al passato.

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