L’ANTI JUVE E’ L’INTER? IL CAMPO DICE QUESTO

di Chris Grasso – La copertina spetta all’Inter questa settimana. Dopo le critiche per la vittoria senza gioco ottenuta col Palermo, oggi è giusto celebrare l’impresa dei ragazzi di Stramaccioni che al Meazza fermano un Napoli tanto forte nella sua fase di spinta, quanto distratto in quella difensiva. Tre punti che rilanciano i nerazzurri al secondo posto a meno quattro dalla Juve e riconsegnano al campionato un’Inter che sembrava essersi smarrita nella notte torinese di fine ottobre.

Nel valzer dell’anti Juve oggi è il turno di Milito e compagni che acquisiscono il diritto a fregiarsi di questo titolo dopo aver vinto entrambi gli scontri diretti. Il problema dell’Inter semmai è proprio questo: forte coi forti e debole con le piccole. L’unico punto ottenuto nelle gare con Parma, Cagliari e Atalanta rappresenta il grande rammarico di una squadra che a conti fatti avrebbe anche potuto operare il sorpasso alla Juve.

La Vecchia Signora intanto ha ripreso a macinare gioco e punti. Il ritorno in panchina di Conte fa bene alla squadra che a Palermo avrebbe meritato una vittoria molto più rotonda: due pali, tante occasioni e guantoni di Buffon candidi come la neve. L’occasione per avvicinarsi ancora di più rischia di essere stata sprecata, la Juve ha ripreso a marciare come una macchina da guerra.

Copertina meritata a dire il vero anche dalla Roma; Zeman batte Montella e in un solo colpo ottiene la quarta vittoria di fila, una classifica migliore e cuce la bocca degli ultimi scettici. La crisi di risultati è alle spalle, adesso la squadra corre, segna e difende anche discretamente. Certo sulla vittoria influiscono i gravissimi errori di Viviano che incappa nella peggiore serata in viola e di fatto regala due gol ai giallo – rossi.

Bene anche il rinato Milan di Allegri che asfalta il Torino a domicilio con una super prestazione figlia dell’ormai avvenuto processo di consapevolezza. Ibra è il passato rimpianto un pò meno, ora che ci si è resi conto che si può vincere anche senza lo svedese. Per lo scudetto è dura, troppi i punti persi all’inizio della stagione, ma esistono altri obiettivi da provare a raggiungere e le carte per giocarsela fino in fondo ci sono.

La maglia nera della giornata spetta allora a quella che potremmo definire una protagonista mancata: il Genoa. Il tonfo di Pescara è il punto più basso di una parabola in picchiata che sembra non conoscere fine. A Bergamo due settimane fa sembrava poter iniziare una nuova fase per i rosso – blu, una reazione forte alla sconfitta nel derby. Poi doppio nuovo tonfo, 6 gol incassati e due segnati fra Chievo e Pescara e il baratro che si spalanca sotto i piedi.

Il Genoa con Borriello e Immobile in attacco e gente come Vargas Kucka, Jancovic, Frey rischia seriamente la retrocessione in B al termine di quella che rischia di trasformarsi in una lunga agonia. Risultato di politiche di mercato fallimentari, decine di calciatori acquistati e ceduti, squadre stravolte, allenatori presi e licenziati. Un caos che alla fine si paga.

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