DESTRA IRRILEVANTE: QUELLA SIGLETTA DA ABORTO NAZIONALE

la russa centrodestra nazionaledi Redazione – Scissione nel PDL? Su sfondo azzurro, nodo tricolore e la scritta Centrodestra Nazionale. E’ il simbolo illustrato da Ignazio La Russa. “Il nuovo progetto verrà confermato o annullato all’ inizio della prossima settimana” dichiara l’onorevole, lasciando intendere che tutto dipende dalle mosse di Silvio Berlusconi. La montagna che partorisce il topolino quindi, un coito interrotto, un aborto se preferite. La metafora ginecologica non ve la propiniamo a caso.

Basti pensare alle scene da amplesso destropurista e orgasmo nostalgico che hanno visto protagonisti tanti militanti della ex gloriosa destra protagonista, da mesi in attesa del grande annuncio: il ritorno alla casa madre. Purtroppo però le cose non stanno come in tanti speravano e il correntone della fu AN è più che mai indeciso,confuso e soprattutto lacerato. La Russa preme per la scissione, ma da alleati di Berlusconi. Gasparri non preme e resta fedele a Berlusconi. Giorgia Meloni si smarca e aggrega sulle Primarie delle idee (con o senza Berlusconi? Dentro o fuori al PDL?). Così succede che alla presentazione del partito non partito, o meglio del solo logo dal nodo inquietante (sperando non sia un cappio), ieri c’erano alcune decine di nominati in parlamento e consiglieri regionali vari. Il simbolo? Il nome? Tutto un programma, anzi un b-movie come descrive bene il Prof. Alessandro Campi: “Dall’Msi ad Alleanza nazionale – e ci può stare il passaggio da una sigla (a suo modo gloriosa) all’altra (comunque evocativa). Ora quel mondo in disfatta – sostanzialmente messo alla porta da Berlusconi – starebbe per dare vita ad una partito che dovrebbe chiamarsi, tenetevi forte, “Centrodestra nazionale”. Qualcuno si offende se dico che un tale nome risulta, a dir poco, culturalmente sciatto e politicamente di nessun appeal, degno di chi l’ha partorito evidentemente per disperazione, giusto per trovarsi una formuletta elettorale dietro la quale nascondersi in vista della disfatta finale”?

Se il pensiero del  famoso politologo non dovesse bastare a dipingere il quadro a tinte fosche, ci pensa Storace, leader dell’area che si riconosce a destra del PdL a chiarire ancora meglio la situazione:  “bisogna evitare di far finire male, malissimo, la storia gloriosa della destra italiana. Evitando il ridicolo. La Russa vuole andarsene ma Gasparri non si sa se lo segue; Meloni e Rampelli vogliono fare qualcosa d’altro ma non si capisce che cosa e con chi; Alemanno e Augello guardano addirittura a Mario Monti o alla compagnia centrista. Roba da rimanere senza fiato. Hanno il problema di rimanere senza seggo, si capisce dai ragionamenti del Cavaliere“.

Appunto, il problema del seggio. Un problema rilevante per pochi, ma che rischia di rendere irrilevante numericamente e politicamente la destra italiana, per molti e per molto tempo.

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