ADESSO E’ UFFICIALE: L’ANTI – JUVE NON ESISTE

di Chris Grasso – Alla fine la risposta che tutti attendevano è arrivata: non esiste l’anti Juve. I bianconeri sono più forti e a meno di clamorosi suicidi veleggiano tranquilli e indisturbati verso un nuovo titolo tricolore. Il dato aumenta di valore seSOCCER: SERIE A, JUVENTUS-ATALANTA si pensa che Marchisio e compagni qualche suicidio negli ultimi mesi hanno pure provato a compierlo, senza trovare però qualcuno pronto ad approfittarne. Ed allora basta pensare a duelli o corse a tre, la Juve fa un cammino le altre un altro.

La corsa alla Champions allora assume un interesse notevole con 6 squadre per 2 posti concentrate in soli 6 punti; un gruppo di cui torna a fare parte anche il Milan che con il poker al Pescara completa una lunga rincorsa. Brava la società a confermare Allegri quando le cose andavano male, bravi i giocatori a lasciarsi alle spalle Ibra e Thiago Silva ricostruendo motivazioni e convinzione in mezzi che restano alti. Per lo scudetto non ci sono i mezzi e anche la distanza è notevole, ma un posto dell’Europa dei big al termine di questa stagione, iniziata fra polemiche e veleni, equivarrebbe a un trofeo e i rosso – neri sono ancora in corsa in Champions League e Coppa Italia.

Sorride meno l’altra sponda di Milano; l’Inter cade all’Olimpico e rilancia le ambizioni di una Lazio sempre più Klose dipendente. Al tedesco bastano pochi centimetri di spazio nella leggera retroguardia di Stamaccioni per piazzare il colpo del Ko. All’Inter restano i pali di Guarin e Cassano, un buon secondo tempo e la consapevolezza di aver sprecato forse l’ultima occasione per accreditarsi come contendente per il titolo. La sconfitta di sabato regala a un avversario diretto 3 punti pesanti nella corsa ai posti che valgono un posto fra i campioni nella prossima stagione.

Come accade a Milano anche nella capitale c’è chi ride e chi invece piange. La Roma si ferma a 4 successi di fila e nella nebbia di Verona cade fra polemiche e veleni; in fuorigioco il gol di Pellissier e diverse altre sfide nell’area clivense accendono gli animi. Il risultato però è una pesante frenata alle ambizioni dei giallorossi, nuovamente staccati dal terzo posto ma comunque nel gruppone.

Un gruppone che rivede una Fiorentina bella, divertente e vincente. Al Franchi il tempo s’è fermato per Luca Toni che segna come se nulla fosse cambiato e gli anni non fossero passati. Due gol alla sua maniera con i cross dal fondo che diventano facili prede da azzannare: così sognare da grande per i gigliati è possibile.

Male invece il Napoli, che continua a restare una bella opera incompiuta e manca l’occasione di scavalcare di nuovo l’Inter e rilanciarsi in chiave scudetto. Al San Paolo Cavani e soci vanno sotto, rimontano e quando sembra ormai fatta ripiombano nel baratro a causa del fantastico gol di Kone e del ritorno con gol di Portanova. Troppo incostante la squadra di Mazzarri per puntare a qualcosa in più del secondo o terzo posto; una grande occasione mancata, questo poteva essere l’anno buono.

La settimana scorsa avevamo chiuso con una maglia nera, stavolta la copertina finale è in chiave ampiamente positiva. Se la merita il Catania di Maran, oggi a ridosso del gruppo che sgomita per la Champions. I rosso azzurri come una settimana fa vanno sotto nel punteggio e chiudono la prima frazione in svantaggio con una Samp ordinata. Poi la rimonta trascinata dal solito Bergessio che continua a segnare gol pesantissimi. Senza i torti subiti con le grandi oggi il Catania sarebbe da considerare come l’Udinese delle ultime due stagioni.  Prova che il lavoro serio delle società alla fine paga, a prescindere dagli uomini che possono essere sempre sostituiti.

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