BOTTI E TONFI DI INIZIO ANNO: LA LAZIO INSEGUE LA JUVE, L’INTER SPROFONDA, CAVANI E’ SUPER

di Chris Grasso – Va bene che  tradizione vuole un primo turno del nuovo anno dopo le feste pieno di sorprese, va bene che c’è il panettone ancora non del tutto smaltino e le bollicine nell’aria, va bene tutto ma quelle di ieri sono sorprese che vannoicardi oltre tutto ciò. La caduta contemporanea di Juve, Fiorentina e Inter (la peggiore delle tre) merita riflessioni più ampie e approfondite. Gli ottimisti più inguaribili ci vedono la prova di un salutare equilibrio della massima serie italiana, altri invece (pessimisti? realisti?) puntano l’indice sulla bassa qualità del torneo e delle squadre che dovrebbero esserne leader.

Strano il ko della capolista, frutto di episodi e in generale dall’aver sottovalutato una Sampdoria rigenerata dalla cura Delio Rossi. Basta il giovane Icardi (e un Buffon in versione babbo natale) per ribaltare il punteggio in 10 uomini e poi resistere all’assalto finale anche grazie agli errori gravi di Vucinic. L’impresa doriana sancisce la terza sconfitta dei bianconeri (seconda in casa) e apre nuovi scenari, impensabili fino a Natale.

La Lazio scala posizioni e si lancia a -5 dalla vetta; la sofferta (e contestata) vittoria col Cagliari assume un peso inimmaginabile sabato sera e permette ai bianco – azzurri di volare alto e sognare ad occhi aperti. Squadra solida, qualità offensiva e tanta fame di successo sono ingredienti che potrebbero anche bastare per provare a compiere un miracolo.

Medesime qualità che in molti vedono nella Fiorentina di Montella, che però si rende protagonista (suo malgrado) della seconda sorpresa di inizio 2013. Perin para tutto quello che passa dalle sue parti, salva almeno quattro gol fatti e manda al riposo una viola stanca e frustrata. Il Pescara ringrazia e cala l’asso, seconda vittoria di fila e ipotesi salvezza meno fantasiosa rispetto a un mese fa.

Nella costante altalena di questa incerta stagione tornano a salire Napoli e Milan, nuovi passi indietro di contro per Inter e Roma. Nel derby del sole splende l’astro di Cavani, 3 gol e una costante, martellante presenza scenica che fa a pezzi Zeman e i giallo rossi. La potenza della squadra di Mazzarri è evidente, tanto da alimentare il rammarico per l’incapacità di mantenere un minimo di costanza, motivo per cui oggi la vetta è lontanissima.

Dicevamo che sale anche il Milan, ma anche qui gli episodi fanno la differenza, anche se stavolta in positivo. Il diavolo suda parecchio contro un Siena insidioso e messo in campo molto bene da Iachini, poi la mossa di Allegri che inserisce Bojan cambia tutto. Lo spagnolo alza il ritmo della manovra, segna il vantaggio e apre spazi dove prima c’erano muri invalicabili. Il raddoppio di Pazzini su rigore (contestato dai toscani) mette tutto al sicuro e porta il bomber a quota 8, non male.

Male, malissimo infine l’Inter. A Udine con tante assenze e qualche attenuante i nerazzurri si sciolgono malamente sotto i colpi dell’eterno Di Natale che segna a differenza di Palacio che sbaglia tutto e anche di più. Rocchi entra a 15 dalla fine sullo 0-2, ma siccome non possiede arti da stregone poco può per salvare una nave che affonda. Stramaccioni è in piena confusione; a fine gara se la prende con l’arbitro (ancora?) per un presunto rigore non assegnato nel primo tempo e parla di risultato bugiardo. Il mercato è appena iniziato e l’Inter va alla ricerca di varie pedine: un difensore, un regista e un esterno, ma forse ci si dovrebbe interrogare anche su altro. Dopo l’impresa di Torino la squadra è sparita, zero gioco, pochi gol e pochissimi punti. Perchè? Interrogarsi è un obbligo per il club.

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