IL PDL DEVE SCIOGLIERE IL NODO COSENTINO, INTANTO DAI SONDAGGI E’ AVANTI IN LOMBARDIA E VENETO

Il Pdl a un bivio, ultimo atto di una storia travagliata e per certi versi stucchevole. Le liste definitive di Camera e Senato andranno consegnate ufficialmente stasera alle 20, dopo sarà solo campagna elettorale. Quasi tutti i nodi sono stati sciolti, Scajolacosentino e Dell’Utri hanno tolto il partito dall’imbarazzo ritirando la candidatura, preferendo la via della scelta personale all’esclusione che ne avrebbe danneggiato l’immagine.

Ma c’è chi non molla, chi ha deciso di dare battaglia fino all’ultimo per ottenere un posto in Parlamento. Il riferimento è ovviamente a Nicola Cosentino, l’esponente campano la cui posizione tiene banco ormai da giorni. Non sono bastate le riunioni fiume di sabato e domenica per giungere a una decisione, tanto che Berlusconi ha riconvocato i vertici per partito questa mattina per sciogliere le riserve.

Un nuovo vertice a cui partecipano anche Bondi, Alfano e Verdini; proprio fra questi due è in atto una sorta di resa dei conti. Il segretario spinge per proseguire sulla strada della pulizia totale e sull’esclusione di quelli che la stampa definisce “impresentabili”, Verdini invece cerca di convincere il cavaliere che senza i leader regionali la partita in Campania è persa in partenza.  E’ ovvio che si tratta di una scelta delicata, candidare Cosentino creerebbe un problema di rapporti con gli esclusi, a cui poi andrebbe spiegato perchè siano stati usati due pesi e due misure evitando ulteriori strappi a livello regionale. Si perchè invece ai vertici, invece, questo problema non esiste, i big sono quasi tutti salvi.

Le indiscrezioni in nostro possesso parlano di rischio di una mezza epurazione per gli ex An; una parte erano andati via a dicembre per passare a Fratelli d’Italia, ad altri non è stata concessa alcuna deroga, ed alla fine quelli salvi sono davvero molto pochi.

Intanto i sondaggi concorrono ad aumentare il desiderio di Berlusconi di non fallire nemmeno una delle mosse, prima fra tutte quella delle liste da presentare agli elettori. L’ultimo, firmato Corriere della Sera, propone una situazione apertissima al Senato. In Lombardia il centrosinistra è a quota 34,5% contro il 36,7% del centrodestra. Monti è fermo al 14,9. In Veneto Pdl e Lega guidano col 33,9%, il centrosinistra al 30%, Monti al 17,4. In Sicilia testa a testa: 29,6% per il centrodestra, 28,6% con il Movimento 5 Stelle terzo partito davanti a Monti: 18,3% contro il 16,6. In Campania guida il centrosinistra con il 32,5%, centrodestra fermo al 27,9. Meno netto il divario in Puglia, con Bersani al 33% e centrodestra al 29,2.

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