LA JUVE SFRUTTA LA PAREGGITE DIFFUSA E ALLUNGA

Vincerà la Juve? Forse si, anzi probabilmente si. Ma il 4-0 inflitto all’Udinese c’entra poco, non cambia quanto detto fin qui. Conte fa giocare sempre bene i suoi, a ritmi folli e con un numero di occasioni create da stordire qualsiasi avversario. Ilpogba problema della vecchia signora resta però sempre lo stesso: le punte. Per stendere Guidolin sono serviti due numeri di Pogba, il miglior centrocampista del mondo in prospettiva, almeno per quanto riguarda le sue caratteristiche. I gol degli attaccanti (Vucinic e Matri) sono arrivati quando ormai servivano poco o nulla. Le difficoltà quindi restano ben visibili e dove intervenire per risolverli sul mercato è lampante. Sarebbe il caso di farlo questo intervento per non correre inutili rischi.

Cinque punti di vantaggio sono un bel bottino a questo punto della stagione, anche perchè dietro non vediamo particolari pressioni e sono più le occasioni perse che quelle sfruttate. Ma fra poco ricomincerà la Champions e quindi meglio munirsi di qualche indumento pesante in più per affrontare bene le nuove sfide. Prendere tanto per fare qualcosa no, non serve un altro Bendtner, Conte ha bisogno di un goleador capace di bucare le difese arroccate, che andando avanti con la stagione diverranno sempre di più.

Uno alla Cavani per intenderci, il vero tesoro di Napoli, che toglie la squadra dai guai con un colpo di testa in mezzo a tre uomini, facendosi spazio con la forza e rimediando a una situazione divenuta difficile dopo la topica clamorosa di De Sanctis. Il vero peccato per Mazzarri è che il pallone della possibile vittoria sia capitato sulla testa di Pandev e non su quella del matador; Neto non avrebbe fatto la medesima splendida figura.

Di testa in testa, quella di Floccari fa sognare la Lazio a Palermo ma poi la vice capolista sceglie di gestire il vantaggio minimo, senza avere le qualità per farlo, negli 80 minuti restanti. Così i rosanero rimontano e ancora Floccari deve salvare i laziali con la finta di corpo che procura il rigore del pari. Bisogna dire che l’ex di Messina e Parma il ruolo di vice – Klose lo sta facendo alla grande.

La corsa allo scudetto si ferma qui, dietro è bagarre per l’Europa (Champions compresa) con tanto di confusione che regna sovrana. Così come la pochezza tecnica di chi rincorre. Quella pochezza tecnica vista in campo all’Olimpico nel posticipo fra Roma e Inter. Poche idee, squadre allungate, stanche e con poca qualità da mettere sul piatto. Ne viene fuori una gara viziata dagli episodi: il rigore (inesistente) trasformato da Totti (che poi sparisce dal campo), il pari di Palacio su invenzione di Guarin (uno spettacolo vederlo giocare). Il resto è oratorio, con errori, contropiede generati dal caos e sprecati per incapacità di fare la scelta giusta. Roma e Inter si rivedranno mercoledì per la semifinale d’andata di Coppa Italia.

Corre un pò meglio delle altre il Milan, adesso in piena zona Europa. Aspettando Kakà e Balotelli, Allegri si gode Pazzini che ne fa altri due al Bologna; fra andata e ritorno sono 5 sui 10 in totale segnati in campionato. Una rimonta figlia della pazienza di tutti: della società che nonostante la falsa partenza ha saputo resistere alle facili tentazioni, di Allegri che ha ricostruito un’idea di squadra massacrata dalle partenze di Ibra e Thiago Silva, della stessa squadra che un passo alla volta è tornata a credere in se stessa in tempo utile. Il terzo posto è lontano, forse troppo lontano per sperarci ancora, l’Europa minore invece a portata di mano.

Discorso simile può essere fatto per Catania e Parma, rivelazioni di questo torneo e splendido esempio di come si possa fare calcio attraverso la programmazione. Sognare qualcosa di più della semplice salvezza è possibile e bisognerà crederci anche come segno di rispetto nei confronti di quanto fatto fin qui. Due squadre che giocano un bel calcio, divertono e spendono poco. Bisognerà quindi respingere gli assalti per i gioiellini in rosa, almeno fino a giugno per poi monetizzare e ripartire.

Infine passaggio su Wesley Sneijder che da ieri non è più un giocatore dell’Inter. Il tira e molla finisce qui, un pezzo dello storico triplete nerazzurro passa al Galatasaray, alla corte del profeta del calcio turco Fatih Terim. Una frattura che l’Inter non ha saputo (e voluto) sanare, un altro campione che lascia l’Italia. Da ieri sera la Serie A è ancora più povera.

 

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