MONTI: “CON IL CROLLO MPS IL PD C’ENTRA”. E SCOPPIA IL CAOS…

di Tyron – Il Pd nel marasma MPS, Monti che punta l’indice sui democratici, Bersani che reagisce con rabbia, Alfano che dice no ad un20130123_monti00 accordo col centro, il giallo sul presunto malore di Berlusconi. Di materiale su cui discutere ce n’è fin troppo in questo ultimo week-end di gennaio, ad un mese esatto dal voto per scegliere a chi affidare la guida del Paese per i prossimi 5 anni.

Il Partito Democratico continua a stare avanti a tutti nei sondaggi e la vicenda della banca amica al momento pare non intaccarne il vantaggio. Anzi, a sentire Repubblica e Swg il Pd avrebbe anche incrementato il distacco dagli avversati.

Ma intanto lo scandalo non accenna a placarsi, nonostante la stampa faccia bene attenzione alle parole da usare, cosa che non avrebbe fatto nel qual caso l’interessato diretto fosse stato Berlusconi o un qualche leader del Pdl. Ma qui si tratta di D’Alema, della finanziaria rossa quindi prudenza e toni pacati.

Toni pacati che oggi Monti non ha usato affatto; in collegamento telefonico con Radio Anch’io ha affermato che “con il disastro della Monte Paschi di Siena il Pd c’entra. Troppo grave la commissione fra politica e banche, un male da estirpare”. Ma il professore non si accontenta di attaccare i democratici, parla anche di una futura collaborazione perfino con Pdl, ma solo quando non sarà più guidato da Berlusconi.

Insomma un doppio assalto alla Zeman, con scarsa attenzione alla difesa e spregiudicata ricerca del gol. Le reazioni? Quelle facilmente prevedibili. Bersani pronto a ricordare tutte le volte che il Pd ha supportato il suo governo, Alfano che invece chiude le porte in faccia a ogni possibile alleanza, con annessi e connessi comunicati inferociti di esponenti del partito e leader di schieramenti alleati.

Certo che però qualcosa suona strano. Perchè un uomo pacato e freddo come Mario Monti, sempre diplomatico nelle risposte e negli assalti, oggi lancia una sfida tanto dura a chi, fino a ieri, sembrava essere l’unico interlocutore per un ritorno al governo della nazione? Strategia? E di che tipo? Forse ci si è resi conto che i voti sono pochi e si cerca di drenarli da qualche parte.

Oppure c’è dell’altro? L’accordo col Pd non ha mai suscitato entusiasmi nell’elettorato di sinistra, e nemmeno in quello di centro. Chissà magari è una strategia di comunicazione mirata: fingiamo di litigare e poi dopo esserci pappati i voti torniamo ad amarci.

Intanto il Pdl presenta i candidati e lancia la sfida agli avversari politici. Avversari, è giusto usare il plurale inteso come pluralità di poli che stavolta si sfidano. Centodestra e centrosinistra sono in buona compagnia. Il Movimento 5 Stelle torna a farsi insidioso con Grillo che le canta ad MPS nel corso dell’assemblea dei soci e lancia il suo tour in giro per la Sicilia. Ma anche Ingroia va tenuto in considerazione, oltre al centro (o centrino) di Monti e Casini.

Un mese pieno di campagna elettorale poi decideranno le urne.

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