BERSANI SCAPPA DAL CONFRONTO TV: “SE NON SI FA A SEI VADO A SKY”

di Redazione – “Se il dibattito televisivo a 6 fra i candidati alle elezioni non si può fare in Rai, vado a Sky”. Bersani tuona contro la Vigilanza Rai che boccia l’idea di un confronto aperto (oltre al democratico e a Berlusconi) anche a Ingroia, Grillo, Giannino ebersani Monti. Fra le argomentazioni di tale rabbia ci sarebbe quella del dare spazio a tutti.

“Io mi chiamo Partito democratico e partecipo solo a cose dove tutti hanno uguali condizioni. Non intendo partecipare a cose dove ci sono condizioni diverse, questo lo lascio fare a Berlusconi”. E poi ricorda che quando si fece il confronto per le primarie del Pd lui volle che fosse aperto a tutti e non solo ai favoriti.

Ma dietro a questa difesa del diritto di democrazia, alla voglia di consentire a tutti di spiegare e difendere le proprie idee si cela la paura di sfidare Berlusconi in un confronto diretto, da cui rischia di uscire malconcio. Il Cav si sa nell’uno contro uno si trova a meraviglia, la sfida lo esalta e può tirare fuori il meglio di se. Bersani (che fece benissimo contro Renzi) è di un’altra pasta, i suoi modi pacati, i tempi lenti potrebbero giocargli un brutto scherzo. E poi c’è la vicenda Monte Paschi che continua a campeggiare sulle prime pagine di tutti i giornali, un assist troppo comodo da sfruttare per l’odiato Silvio.

No, il confronto a due non conviene. In 6 sarebbe diverso: tempi più lunghi fra una risposta e l’altra, possibilità di diluire gli argomenti e abbassare il ritmo. Insomma due palle che non vi diciamo, ma a Bersani ovviamente del divertimento del telespettatore non interessa, lui deve pensare ad altro. Meglio allora puntare tutto sull’ipotesi Sky che il confronto a 6 invece sarebbe disposto a farlo, ma qui a non essere d’accordo è Berlusconi che continua a ripetere che la vera sfida è fra il Pdl e il Pd e pertanto i leader delle due coalizioni devono mettersi l’uno di fronte all’altro, sfidandosi sui programmi.

Per tutti nel Pdl parla Bonaiuti che risponde alle voci secondo cui Berlusconi avrebbe paura di un confronto a sei. “Il Pd cambia opinione tutti i giorni: prima lascia trapelare di essere disposto ad un confronto televisivo a tre, poi forse a quattro, poi no soltanto a sei e infine, colpo di audacia, perche’ no? al sei piu’ uno. L’obiettivo e’ chiaro: sollevare un gran polverone per evitare il confronto tra Berlusconi e Bersani. Agli smemorati di via del Nazareno ricordiamo che il candidato premier, al quale si attaccano come scusa, non esiste ne’ nel regolamento della Commissione di Vigilanza Rai ne’ nella legge elettorale”.

A nostro parere il confronto tv sarebbe utile per gli elettori, un modo trasparente di comparare programmi, intenzioni e credibilità dei partiti e dei loro leader. Farlo a 6 non è solo televisivamente noioso, ma principalmente inutile per chi deve scegliere la guida della nazione per i prossimi 5 anni.

Redazione

Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine
Redazione
About the Author
Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine

Leave A Response

You must be logged in to post a comment.