CORONA IN CARCERE SENZA PROVE A CARICO, UNA SENTENZA CHE FA PAURA

di Vincenzo Vitale – Vi sentireste di vivere in un Paese dove si può finire in carcere per cinque o sei anni, in forza di una sentenza definitiva passata anche al vaglio della Cassazione, ma senza una minima prova a vostro carico che ne giustifichiINCHIESTA VIP: CORONA IN TRIBUNALE MILANO, ATTESA SENTENZA l’emanazione ?

La domanda è evidentemente retorica in quanto, lo si sappia o no, in questo Paese ci viviamo tutti, perché si tratta dell’Italia. Intendo alludere a quanto capitato a Fabrizio Corona, recentemente arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione spiccato per dar corso alla condanna a cinque anni di reclusione, inflittagli in quanto riconosciuto colpevole di estorsione ai danni del calciatore della Juventus Trezeguet.

I fatti sono noti. Un fotografo scatta alcune istantanee che riprendono il celebre calciatore mentre, in ora antelucana, esce da una discoteca in compagnia di un’avvenente ragazza e le recapita a Corona, titolare di una agenzia fotografica. Si dà il caso che questi sia buon amico del calciatore e perciò pensa bene di mettersi in contatto con lui. Trezeguet, reputando una fortuna che le foto siano in mani amiche, si dispone ad acquistarle, per un motivo preciso. Non, come si potrebbe pensare, perché esse siano compromettenti per la sua relazione coniugale – peraltro già in avanzato stato di esaurimento – ma perché, se fossero conosciute dalla dirigenza della Juventus, lo esporrebbero alle pesanti sanzioni pecuniarie previste dal contratto per i calciatori che si danno nottetempo alla bella vita.

Così, l’accordo vien subito trovato: a Corona Trezeguet versa 25.000,00 Euro, per entrare in possesso delle foto, e per evitare una pena pecuniaria almeno doppia che gli sarebbe stata di sicuro inflitta dalla dirigenza. Si noti che, come in ogni accordo che si rispetti, ciascuno ha rinunciato a qualcosa, per guadagnarne un’altra: il calciatore ha pagato, per salvaguardarsi da una penalità assai più severa; Corona ha preso i soldi cedendo le fotografie, e perdendo una somma sicuramente maggiore che sarebbe derivata da una cessione ad un qualche settimanale scandalistico, per fare un favore ad un amico.

Non solo. Corona rilascia all’atto del pagamento debita ricevuta attestante la ricezione della somma di denaro. I due si salutano poi con reciproca soddisfazione. Tutto bene , dunque ? Non proprio, perché in base a questi fatti soltanto, Corona viene accusato e poi condannato per estorsione ai danni del calciatore, con sentenza definitiva, a cinque anni di reclusione . C’è di che restare sgomenti. Si tratterebbe infatti di una ben strana estorsione, in cui la presunta vittima non ha subito alcuna minaccia o pressione, tanto da rimanere buon amico del suo estortore ( come da lui dichiarato in dibattimento) , ed all’esito della quale il reo addirittura certifica il delitto commesso rilasciando apposita ricevuta del denaro incassato quale prezzo del misfatto

Da ridere ? No. Piuttosto da piangere e da preoccuparsi molto, perché l’impressione che da questa vicenda scaturisce è di quelle che possono anche non far dormire la notte. Ed è precisamente che in uno Stato di diritto rimane inconcepibile che si possa andare in carcere anche per un solo giorno, senza un’adeguata prova di colpevolezza che, come si dice, deve porsi “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Qui invece, dubbi ce ne sono a iosa. S’è mai vista la vittima di un delitto odioso quale l’estorsione testimoniare a favore del proprio aguzzino? S’è mai visto l’autore di un simile delitto preoccuparsi di certificarlo rilasciandone ricevuta ? O forse temeva l’Agenzia delle entrate ? Si son mai visti reo e vittima discutere pacatamente e concordemente i termini di un accordo estortivo ?

Si badi. Il fatto che l’estorsione sia un reato procedibile d’ufficio non sposta di una virgola i dubbi sopra espressi, anzi li alimenta ancor di più . Permane, al fondo, un timore di sapore kafkiano: e cioè che Corona , per alcuni giudici, fosse da punire comunque per una serie di motivazioni che, per quanto plausibili ( Corona per molti è antipatico, è arrogante, è sbruffone, non teme di commettere altri reati quali la spendita di banconote false ecc.), sono del tutto estranee alla logica del diritto.

Se si aggiunge che Corona ha fatto di tutto negli ultimi anni per mettersi nei guai, coinvolgendo in scandali vari perfino la famiglia Agnelli nella persona di Lapo Elkann, allora il quadro risulterà più completo e comprensibile: ma, proprio per questo, assai più preoccupante per chi abbia a cuore le ragioni del diritto, vale a dire quelle stesse di ciascuno di noi. Sia tuttavia chiaro: in uno Stato di diritto le sentenze si rispettano certamente, ma contestualmente si criticano. Anzi, la potestà di critica delle sentenze ( anche ai fini di una impugnazione) – nessuna esclusa – è ciò che distingue lo Stato di diritto da quello totalitario.

Ebbene, la sentenza che ha portato in carcere Corona appare sommamente criticabile, in quanto dimentica dei valori fondanti della dimensione giuridica dell’esistenza: per questo fa paura.

Vincenzo Vitale, già magistrato, è un avvocato, un docente universitario e un giornalista pubblicista. In passato ha scritto per varie testate a livello nazionale come Libero, Il Giornale, Il Tempo, Il Giorno, Il Piccolo e Il Giornale di Sicilia.

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La Redazione di Meridiana Web Magazine

3 Comments on this article. Feel free to join this conversation.

  1. Vanessa de Caro 6 febbraio 2013 alle 11:25 -

    Molta paura!

  2. Pier Mazinga Z 6 febbraio 2013 alle 16:11 -

    Ah, ecco adesso mi torna: Solo uno che scrive per Libero e per Il Giornale può scrivere simili cazzate che rivelano un analfabetismo giuridico davvero inquietante. Quello sì che fa paura, altro che una legittima condanna per estorsione!

  3. MeridianaMagazine.org 7 febbraio 2013 alle 08:31 -

    Una critica del genere mossa da chi non ha il coraggio di scrivere col proprio nome lascia il tempo che trova. Ad ogni modo, caro personaggio della fantasia, dall'alto della tua elevatissima competenza giuridica potresti spiegarci dove starebbe l'analfabetismo di cui parli? Sei capace di farlo oppure hai solo il neurone che ti permette di insultare come tutti quelli della tua specie?

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