LA SUPER JUVE ALLONTANA IL NAPOLI. ROMA NEL CAOS, AVEVA RAGIONE ZEMAN?

di Chris Grasso – Tanta Juve, tantissima Juve in questo fine settimana con le altre che stanno a guardare e arrancano mentre la capolista allunga. Conte ha ritrovato i suoi al momento giusto, proprio adesso che serve il massimo sforzo per arrivare fino in fondoForward of Roma, Daniel Pablo Osvaldo (L), mistakes the penalty during the Italian Serie A soccer match US Sampdoria vs AS Roma at Luigi Ferraris in Genoa, Italy, 10 February 2013. ANSA/PAOLO ZEGGIO senza rimpianti di sorta. Fiorentina stesa prima della corsa nel (Celtic) Park, Napoli rispedito a -5 e Champions da affrontare con energie tutte nuove. Quelle di Alessandro Matri, che in due settimane ha ricordato a tutti che tipo di bomber è: il tipo che la butta dentro anche scalzo. La domanda allora è lecita: perchè hanno provato in tutti i modi ad escluderlo, a cederlo? Non si tratta proprio di quella tipologia di punta che tutti dicono mancare a Conte? L’anno scorso grande protagonista, oggi quasi fuori dal progetto, cosa sarà accaduto? Conte lo saprà molto meglio di noi, ma per lui l’importante è averlo recuperato in tempo, proprio adesso che serve la sua fame di gol. La Fiorentina? Non pervenuta, spazzata via da una Vecchia Signora tornata ai livelli del 2012, con un Vidal mostruoso e una capacità di aggredire anche senza Chiellini e Bonucci. E ora sotto con l’Europa, ci sono i quarti di finale da centrare.

Qualcuno afferma che Lazio – Napoli sia stata la gara più bella fin qui della stagione: rapidità, intensità, colpi di classe, occasioni e gol. Forse è così, la pensiamo in modo simile. Peccato però che l’1-1 che ne esce fuori è perfettamente inutile per entrambe le squadre. I capitolini, dopo due sconfitte di fila, continuano a vedere avvicinarsi le avversarie dirette per il terzo posto, i partenopei si allontanano di nuovo dalla vetta. Cavani non punge, Floccari si (ancora una volta), lo spettacolo è gradevole ma se il Napoli vuole davvero lo scudetto certe gare deve vincerle, come fa la Juventus. Quella dell’Olimpico è solo una mezza sconfitta.

Nonostante scivoloni, balbettii, incertezze e confusione l’Inter torna decisamente in corsa per un posto nell’Europa dei ricchi. Stramaccioni riesce nell’impresa fallita spesso negli ultimi 3 mesi: vincere. Con il Chievo la sceneggiatura sembra quella vista due settimane prima col Torino. Vantaggio immediato e rimonta avversaria che manda tutti in tilt. Stavolta cambia però il resto del film perchè Ranocchia rimanda sotto i veronesi e San Siro tira un sospiro di sollievo. La vittoria non illuda, perchè se la Lazio adesso è nuovamente a meno uno i problemi non sono spariti. Intanto però qualche ragione per abbozzare un sorriso in casa nerazzurra sembra esserci. Cassano e Milito sono tornati a segnare e quando lo fanno la squadra gira, Gargano s’è espresso a livelli simili a quelli degli anni napoletani e in attesa di Kovacic (assente per infortunio muscolare) i senatori reggono. A proposito di senatori, ieri sera lo stadio e i  compagni hanno lungamente applaudito il ritorno in campo di Deki Stankovic dopo mesi difficili trascorsi a combattere con infortuni e interventi chirurgici. Stramaccioni avrà bisogno di lui, anche a piccole dosi. Il problema è nelle alternative offensive, quando mancano i titolari è un pianto.

Chi frena invece è il Milan. A Cagliari rischia di perdere prima e poi sfiora la vittoria. Al centro di tutto sempre lui: Super Mario Balotelli. Trasforma il rigore, causa l’espulsione del marcatore diretto, poi sovrasta il difensore ma schiaccia di testa fra le braccia del portiere. I tre punti a Quartu non arrivano, ma la sensazione è che fra le pretendenti il Milan sia quella con maggiori credenziali per centrare il terzo posto. Dà la sensazione di essere più quadrata, più squadra, maggiormente capace di fare punti quando servono. Magari il derby fra due settimane ci dirà qualcosa in più, un derby a cui il diavolo confida di arrivare avanti rispetto ai cugini, dato che domenica prossima l’Inter giocherà a Firenze mentre i rossoneri attenderanno in casa un Parma meno brillante nelle ultime settimane. Per Allegri però c’è un piccolo problema: El Shaarawy. Dall’arrivo di Balo il piccolo faraone sembra essersi spento, come se soffrisse la presenza del nuovo compagno, capace di rubargli la scena così duramente conquistata.

Infine la Roma, che ha forse compreso sulla propria pelle una scomoda verità. Zeman aveva ragione, il problema non era lui, ma i giocatori, la scarsa capacità di comprendere le regole e la disciplina. Spiace dirlo, ma a Genova il piatto è stato servito su un vassoio d’argento. Osvaldo che sposta Totti e decide di calciare lui il rigore del possibile pareggio. Che poi calciare è un parolone vista la sufficienza con cui passa il pallone al portiere della Samp. Una cosa inaccettabile, la prova di un gruppo allo sbando in cui ciascuno e decide a proprio piacimento cosa fare e come farlo. Forse sarebbe stato meglio seguire il boemo e difenderlo nelle scelte impopolari da confermare poi in sede di calciomercato. Attenzione, il problema non è Osvaldo; quello di ieri è solo un esempio, la questione di certo è più profonda. Zeman è stato fermato proprio perchè stava scavando nelle ragioni per trovare una soluzione, non doveva farlo secondo qualcuno. La Roma è nel caos per sua stessa volontà, se non cambia il sistema in modo radicale andrà sempre peggio.

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