IL GOVERNO TECNICO E IL DECRETO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO CONTRO IL SUD

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa

Con l’attuazione del decreto ministeriale proposto dall’ex Ministro dell’Istruzione si assisterà ad una modifica sostanziale del diritto allo studio italiano. Tanti i punti che non convincono, alcuni rientrati dopo la successiva modifica, altri ancora presenti in un decreto che non è certamente per la tutela dello studente.

Erio Buceti, capogruppo della destra al CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), esprime dissenso – “Il parere del Consiglio è stato negativo. Non si può, infatti, essere d’accordo su una rimodulazione peggiorativa del diritto allo studio. Riteniamo necessaria sia una revisione delle soglie massime previste per gli indicatori ISEE, sia una revisione delle soglie minime individuate per i criteri di merito. Se apprezziamo il fatto che ci sia stata l’intenzione di porsi il problema di tutelare ancor di più e meglio gli studenti meritevoli e svantaggiati degli Atenei italiani, la risposta è stata sbagliata e priva dei fondamentali diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti.”

“E’ in corso una modifica del diritto allo studio per come lo conosciamo adesso che non prevede nulla di buono. – dichiara Marilia Di Mauro, Presidente provinciale di Azione Universitaria Catania – Con un decreto che non incentiva lo studio, con i criteri di merito elevatissimi e con un tetto d’età massima per usufruire della borsa di studio, non ci riteniamo per nulla soddisfatti. Grazie alla revisione attuata sono rientrati alcuni pericoli come la differenziazione della fasciazione della soglia ISEE lungo il territorio nazionale, che avrebbe provocato squilibri massimi all’interno del sistema universitario italiano, ma in generale si tratta di un peggioramento dello stato di cose.”

“Questo decreto viola chiaramente il diritto allo studio già in evidente stato di emergenza. – afferma Andrea Maiorana, rappresentante degli studenti nel C.d.A. dell’E.R.S.U. di Catania – In questo particolare momento storico bisogna investire sul futuro, quindi sui giovani, e sul numero crescente di studenti che richiedono aiuto agli enti di supporto istituiti per garantire il diritto allo studio. E’ oltremodo inaccettabile, poi, che sia preclusa la possibilità di ricevere una borsa di studio a coloro i quali hanno superato i tempi in termini di età previsti da questo nuovo assetto del diritto allo studio.

Alla protesta sulla prossima attuazione del decreto si accora unanime tutta Azione Universitaria.
Anche Gaetano Scianatico, rappresentante degli studenti nel C.d.A. dell’A.Di.S.U. di Bari parla di un “ultimo colpo di coda di un ex Governo provvisorio sferrato per distruggere il diritto allo Studio italiano.” E continua: “Non solo si è fissata l’età massima per accedere ai benefici, e modificato le fasce ISEE creando enormi discrepanze tra gli Atenei del Nord e quelli del Sud, ma si è operato anche attraverso la rimodulazione dei criteri per le categorie “Studente Pendolare” e “Studente Fuorisede”.

Ed è assurdo pensare come uno studente possa essere considerato pendolare, quindi non più beneficiario di alloggio, quando è costretto a viaggiare per due ore e mezzo ogni giorno. Tutte queste condizioni porterebbero gli studenti ad abbandonare gli studi o ricorrere a strumenti come il prestito d’onore che dovrebbe essere considerato uno strumento ulteriore e complementare all’erogazione di borse di studio a fondo perduto, e non sostitutivo delle stesse. In fondo non c’è da meravigliarsi di fronte a proposte di questo tipo se provengono da un governo scelto dalle banche e non dagli italiani.”

 

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La Redazione di Meridiana Web Magazine

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