SETTE GIORNI PRIMA DEL VOTO, L’ITALIA SI PREPARA A SCEGLIERE

Ci siamo! Siamo appena entrati nell’ultimo week –  end di campagna elettorale, il voto si avvicina e con esso il momento della veritàvoto per l’Italia intera. La gente ne ha piene le tasche di frasi ad effetto, insulti, accuse, cani adottati, sorrisi da pesce lesso, smorfie studiati dai professionisti della comunicazione (quelli che possono permetterseli, altri si sono affidati a dilettanti a cui viene chiesto di fare un pò di tutto con risultati orrendi). L’ora X si avvicina e con essa anche la paura dei protagonisti in campo.

Paura di non farcela e anche paura di farcela. Si perchè dopo verrà il difficile, ovvero governare il Paese senza una maggioranza solida. costretti a racimolare qua e là amici e alleati di cui non ci si può fidare in pieno.

Paura di restare fuori da tutto, quella che provano oggi Monti, Casini e Fini che vedono avvicinarsi pericolosamente la soglia del 10%, sotto la quale si resterebbe fuori dal Parlamento. Una beffa atroce che costringerebbe a rivedere tutti i ragionamenti fatti fin qui sul ruolo di ago della bilancia, sulla condizione di dispensatore di energia elettrica al Governo, con la possibilità di staccare la spina a proprio piacimento. Il centrino probabilmente supererà la soglia, ma ha ragione Berlusconi quando afferma che sotto il 15% il trio degli equilibristi conterebbe poco o nulla.

Conteranno e anche parecchio i numeri di Grillo e del suo Movimento 5 Stelle. Come accaduto in Sicilia, alle regionali dello scorso ottobre, appariva in calo un mese prima del voto. Come accaduto in Sicilia Grillo ha iniziato il suo tour riempiendo le piazze d’Italia. come accaduto in Sicilia sono tornati a salire anche nei sondaggi. Come accaduto in Sicilia otterranno un risultato di grande valore, e in Parlamento diranno la propria e sarà interessante capire come.

La vera battaglia, è noto da sempre, la combattono Berlusconi e Bersani a colpi di slogan e reciproche accuse. Il centrodestra ha ritrovato una certa idea di coalizione con questo assetto formato da Pdl, Lega, La Destra e Fratelli d’Italia; il 2008 è lontano ma si spera di non distanziarsi di molto dai numeri di allora.

Il centrosinistra dal canto suo è in una fase meno solida dal punto di vista delle alleanze. Bersani vuole la guida della Nazione e sa che il suo Pd e il Sel non basteranno per coronare il sogno. Lì allora c’è Monti che (benedetto da sua altezza Angela) porge una mano, ma nel frattempo con l’altra schiaffeggia Vendola che non porge l’altra guancia e parte deciso con un gancio. I due litiganti potrebbero anche decidere di fare una tregua, ma quanto durerebbe? Ancor di più se dentro ci fossero anche Casini e Fini.

Quella che intende costruire Bersani somiglia parecchio alla coalizione che vinse le elezioni nel 2006, allora non c’era il Pd ma gli equilibri sembrano altrettanto scricchiolanti. In mezzo a tutto questo poi ci sono gli scandali: Mps, Finmeccanica, sospetti di una nuova Tangentopoli e rischio di una caduta nel baratro senza fine.

Ecco perchè serve schirarsi, scegliere una delle due realtà maggiori e permettergli di governare il Paese. Con una costellazione di partiti e partitini in Parlamento non si andrà da nessuna parte.

Ulderico de Laurentiis

Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana".Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!
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