RICOMINCIA LA CACCIA DELLA MAGISTRATURA A BERLUSCONI

di Mariel Attianese – Ci risiamo! Forse è solo un caso, ma a meno di tre giorni dal risultato delle elezioni politiche che hanno rilevato, ancora una volta, che ilimage numero degli italiani disposti a tributare il proprio sostegno e la propria fiducia alla coalizione di centrodestra costituisce una grossa percentuale degli aventi diritto al voto e che, inaspettatamente, hanno dimostrato come Silvio Berlusconi sia riuscito a recuperare i circa dieci punti percentuali che poco più di un mese fa lo separavano dal presunto numero di voti detenuto dal centrosinista, ecco che arriva la notizia delle ennesime indagini, ben due in una sola giornata, a carico di Silvio Berlusconi.

Questa volta il Presidente del PDL deve fare i conti con le inchieste partite in contemporanea dalla Procura di Napoli e dalla Procura di Reggio Emilia riguardanti le ipotesi di reato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti, per l’indagine partenopea, e per voto di scambio per quella emiliana.

Nel primo caso, a seguito di dichiarazioni ottenute dai magistrati da Valter Lavitola, anch’egli indagato, a Berlusconi viene contestato di aver versato illecitamente la somma di tre milioni di euro, due dei quali in nero, al senatore Sergio De Gregorio per convincerlo, nel 2006, a passare dall’ormai defunto Idv di Di Pietro al Pdl; mossa che poi contribuirà alla caduta del governo Prodi nel 2008. Si presume, quindi, che Berlusconi abbia letteralmente comprato il senatore De Gregorio.

Per accertare i fatti, è stata sequestrata una cassetta di sicurezza di Silvio Berlusconi nella quale i magistrati ipotizzano possano esserci le prove dell’avvenuta transazione oggetto dell’inchiesta e sono state depositate, presso le cancellerie di Camera e Senato, le richieste per l’autorizzazione a procedere con la perquisizione della cassetta e per l’acquisizione dei tabulati telefonici di Berlusconi e De Gregorio.

Intanto, Berlusconi è già stato raggiunto da un invito a rendere interrogatorio davanti ai magistrati in data 5 marzo p.v. Le indagini sono svolte dalla sezione dei reati contro la pubblica amministrazione e dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli. I titolari dell’inchiesta sono i pubblici ministeri Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio, Alessandro Milita, Fabrizio Vanorio e, dulcis in fundo, Henry John Woodcock.

Lo stesso Woodcock noto alle cronache per aver aperto tantissime inchieste nei confronti di personaggi della politica e dello spettacolo conclusesi, però, quasi sempre con un nulla di fatto. I ben informati parlano di una collezione pesonale di ben 210 indagini da lui svolte e successivamente archiviate: un record di cui certamente non si può andare fieri.

L’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha già espresso il suo parere riguardo l’incompetenza territoriale della Procura di Napoli sul caso in questione. Il pm Woodcock, del resto, non è neofita neppure in fatto di incompetenze territoriali, quindi non ci sarebbe da stupirsi se, anche questa volta, le sue indagini fossero archiviate da un’altra Procura competente.

La Procura di Reggio Emilia ha invece aperto un fascicolo, sempre nei confronti di Berlusconi, per presunto voto di scambio a seguito di due esposti presentati da altrettanti cittadini reggiani che, non avendo evidentemente gradito la lettera che prometteva l’abolizione dell’IMU e la restituzione della rata già pagata in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni politiche, hanno denunciato il leader della coalizione nonchè firmatario della lettera in questione. L’inchiesta è stata aperta dal procuratore capo Giorgio Grandinetti.

Quest’ultima vicenda di certo fà riflettere e fà soprattutto sorgere un importante dubbio: qual è il limite che distingue una promessa elettorale da un voto di scambio? Perchè, parimenti, si potrebbe fare un analogo ragionamento nei confronti di Beppe Grillo, che quindi potrebbe essere indagato per la stessa ipotesi di reato perchè, in campagna elettorale, ha promesso di distribuire sussidi di disoccupazione ad ogni giovane italiano fino a quando non trova un lavoro che gli garantisca un sostentamento. In questo caso non potrebbe esserci ipotesi di voto di scambio, magari anche continuato? Si potrebbe anche pensare che si usino pesi e misure diverse a seconda di chi fa le promesse elettorali…

Ovviamente, non sono mancate le reazioni da molti esponenti del Popolo della Libertà, Angelino Alfano in primis, che hanno già annunciato una manifestazione in piazza a difesa della sovranità del popolo, della liberta e della democrazia italiana dall’azione politica della magistratura.

In effetti l’attenzione della magistratura nei confronti di Berlusconi sembra essere direttamente proporzionale alla quantità di consensi che l’ex Premier detiene in un determinato momento. E da qui a pensare che sia davvero un perseguitato dalla magistratura politicizzata a sinistra il passo è breve. Del resto, la storia recente è piena di magistrati che si riciclano in politica, soprattutto tra le fila della sinistra, tentando, in alcuni casi, di svolgere entrambe le attività, ovviamente male. Ingroia docet. Ma in quei casi, si sa, nessuno si scandalizza per un palese conflitto d’interesse…

Come si suol dire, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina…

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