LO SCUDETTO E’ DELLA JUVE, IL NAPOLI CADE E ORA IL MILAN INSIDIA IL SECONDO POSTO. CROLLANO LAZIO E INTER

di Chris Grasso – La Juventus ieri pomeriggio ha vinto il secondo scudetto consecutivo dell’era Conte; non c’è la matematica è vero, per quella manca ancora tanto, ma ci sono i dati di fatto, e tanti. Bianconeri più forti, soprattutto nellajuve testa, sempre concentrati e assetati di punti. Contro un Catania organizzato e arroccato sgomitano e lottano fino all’ultimo istante, rincorrono ogni pallone e alla fine trovano quello giusto, quello che il gregario Giaccherini (ricorda un pò il Di Livio di Lippi) spedisce alle spalle di Andujar,  il quale dal canto suo avrebbe potuto fare meglio sul cross di Pogba. Ecco, il film del campionato è tutto qui: nella classe, nella forza di Pogba e nella ostinata determinazione di Giaccherini. Gli abbracci di fine gara con lo scappellottolo di Conte al suo uomo partita dicono molto di più delle dichiarazioni di fine gara. Lo scudetto è in tasca e dinanzi si spalanca una possibilità unica e insperata: giocare per vincere la Champions senza l’assillo del campionato.

Complice di questo stato di fatto certamente il Napoli, ormai in confusione e del tutto incapace di fare punti, segnare gol o evitare di subirli. Gli azzurri si sono smarriti nel momento più importante, tutta la voglia di vincere è rimasta stampata su quel palo centrato da Hamsik contro la Sampdoria qualche settimana fa, poi il buio. Cavani non trova più la porta nemmeno su rigore e la crisi del matador incide, e anche pesantemente, sulla forza complessiva dei partenopei, ora improvvisamente incapaci di mordere. Dietro si arranca alla ricerca della posizione e allora basta un lancio lungo per mettere sotto sopra il reparto, che al momento non gode del miglior De Sanctis fra i pali. Brutto momento e quanto di buono fatto fin qui compromesso.

Ed allora ecco il super Milan fare irruzione prepotentemente in zona Champions, allungando su chi segue e lanciandosi alla rincorsa di quel secondo posto che solo un mese fa appariva irraggiungibile. A Genova, è vero, i ragazzi di Allegri sono stati aiutati da una direzione di gara imbarazzante che nega al grifone almeno due rigori netti, ma a parte questo è emersa una nuova importante prova di forza. E poi oggi al diavolo gira tutto bene, prova ne è il gran gol di Pazzini che zoppicava vistosamente da alcuni secondi. Poi ci pensa Balotelli (acquisto strepitoso) a mettere tutto in cassaforte, e così il Genoa torna a tremare sull’orlo del baratro.

Per un Milan incontenibile e ormai lanciato verso l’Europa nobile, ecco due nobili che cadono sempre più in basso. Lazio (sconfitta dalla Fiorentina che ora è la prima vera inseguitrice del Milan) e Inter pagano gli errori di mercato, le mancate scelte, l’incapacità di comprendere che il momento magico sarebbe finito e che quindi a gennaio andava fatta qualcosa in più in entrata. I capitolini possono ancora salvare la stagione: sono in finale di Coppa Italia e praticamente ai quarti in Europa League. L’Inter no, per i nerazzurri il disastro ormai appare inevitabile, il secondo di fila. Come un anno fa la squadra crolla in casa contro un Bologna ordinato, ben messo in campo, con buoni giocatori, ma tutt’altro che imbattibile. Ma per l’Inter di oggi è troppa roba, un ostacolo enorme da arginare. Poi ci si mette anche Stramaccioni che sbaglia la terza formazione su tre e svuota di contenuti una squadra che di suo ne ha già pochi. Gilardino colpisce e il resto è noiosa, arruffata, imbarazzante ricerca di un pareggio che non arriva. Meglio pensare alla prossima stagione con un allenatore diverso e una squadra vera.

Ultimo passaggio dedicato al Palermo che con la sconfitta casalinga contro il Siena di fatto saluta la massima serie dopo otto stagioni. Tre partecipazioni all’Europa League e una Champions sfiorata fra i traguardi dei rosanero che pagano le follie di Zamparini, mai in confusione come quest’anno. In estate non ha rinforzato (anzi ha indebolito) una rosa che già l’anno prima s’era salvata a stento, inoltre ha messo su un balletto di allenatori di cui nemmeno lui comprende la logica. Sannino per 3 giornate, Gasperini per una ventina, Malesani che resta altre tre gare, poi ancora Gasperini e forse ora il ritorno di Sannino. Non male nemmeno il valzer di direttori sportivi: Panucci (che non inizia la stagione), Perinetti, Lo Monaco, Perinetti. In questo modo non esistono alternative: si retrocede.

Redazione

Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine
Redazione
About the Author
Redazione

La Redazione di Meridiana Web Magazine

Leave A Response

You must be logged in to post a comment.