SE IL PIL VA A BRACCETTO COL BES

di Marianna Puglisi – È stato presentato a Roma, il “Rapporto BES 2013: il benessere equo e sostenibile in Italia” a cura di Istat e Cnel. Primo rapporto del progetto, il BES è il progetto italiano che punta al superamento del PIL come primo indicatore dipotere d'acquisto sviluppo e paragone tra le economie mondiali. È stato ampiamente dimostrato, infatti, che il dato meramente economico è di per sé insufficiente ad esprimere lo stato di benessere di un Paese e dei suoi cittadini, per misurare il quale i due istituti di ricerca hanno, invece, identificato ben 134 indicatori statistici per 12 ambiti, che sono: ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica ed istituzioni.

A distanza di un anno dall’avvio del progetto, la fotografia che ci viene restituita non discosta poi molto da quella fornita attraverso il PIL, ma diventano più evidenti le implicazioni che la crisi economica genera nel vissuto quotidiano dei cittadini.

Secondo la ricerca gli italiani che vivono una situazione di grave deprivazione sono l’11,1%, con una popolazione coinvolta che sfiora quasi i 7 milioni di individui. Si tratta di un fenomeno in aumento causato principalmente dalle difficoltà economiche a cui i nuclei familiari sono andati incontro in questi anni di crisi, con un potere d’acquisto in rapida discesa di oltre 5 punti percentuali (dal 2007 al 2011). Se i consumi non sono decresciuti con la stessa velocità è solo perché le famiglie hanno preferito dar fondo i loro risparmi o indebitarsi per non cambiare stile di vita e non rinunciare all’acquisto di beni-status (cellulari, tablet, oggetti di lusso, ecc…).

Ma l’Italia fotografata dai dati statistici, è soprattutto un Paese dalle relazioni sfilacciate, con poca fiducia nel prossimo, soprattutto nella politica e nelle Istituzioni. Di certo un’Italia impoverita, ha ricordato nella presentazione del Rapporto il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, «ma piena di risorse dimenticate, conscia della crisi anche se forse non delle opportunità per uscirne», come la ricchezza artistica e paesaggistica di cui dispone.

Insomma, attualmente PIL e BES sembrano andare a braccetto ma le valutazioni permesse da questo secondo indicatore potrebbero avere ripercussioni davvero importanti per la salute del Paese se la politica scegliesse di tenerlo in conto per valutare gli effetti prodotti da ogni legge o provvedimento sul benessere dei cittadini.

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2 Comments on this article. Feel free to join this conversation.

  1. Terranostra Acts 12 marzo 2013 alle 15:33 -

    un punto di vista realista e molto interessante…

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  2. Marianna Puglisi 12 marzo 2013 alle 17:04 -

    Realizzare un indicatore di benessere che illustri lo stato di salute e felicità degli italiani è una rivoluzione che potrebbe riaccendere una luce nel futuro del nostro Paese, perché ricucirebbe lo strappo profondo che separa l’agire politico dai bisogni reali di famiglie e cittadini, troppo spesso rimasti inascoltati ed a rischio di esclusione sociale.

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