BERLUSCONI, SI’ A BERSANI CON ALFANO VICE

Appoggio al governo Bersani, con Angelino Alfano vicepremier. Questa l’ultima proposta di Silvio Berlusconi mentre il segretario del Pd sta continuando il suo giro di consultazioni con le parti sociali e le associazioni. Durante un incontro con iRAVAGLI - (RAV) PDL, ALFANO VERSO LA SEGRETERIA POLITICA deputati del partito di via dell’Umilta’, l’ex premier avrebbe spiegato che il Pdl si siedera’ al tavolo con i Democratici “solo se si parla di un governo insieme: per esempio con Bersani premier e Alfano vice e con la partecipazione normale delle forze espresse dagli elettori”.

In mattinata Berlusconi aveva ribadito la sua richiesta al Pd: un cambio di linea “a 180 gradi e la disponibilita’ ad un governo con il Pdl. Contemporaneamente il Pd dichiari di volere un moderato al Colle. Oppure – e’ la posizione del Cavaliere – si torni al voto al piu’ presto”.

Berlusconi, incontrando i deputati, ha anche attaccato duramente Mario Monti per la gestione della vicenda dei due fucilieri di Marina ritornati in India la settimana scorsa: Mario Monti si deve dimettere da senatore a vita per la figura che ci ha fatto dare sulla vicenda dei maro’ – ha detto Berlusconi ai suoi – ha fatto una figura vergognosa, ha sbagliato tutto perche’ hanno voluto fare di testa loro senza chiederci nulla. Si devono dimettere in gruppo e dobbiamo cacciare Monti dal Senato, perche’ e’ senatore a vita immeritatamente.

Bersani intanto, in attesa del confronto con i partiti, raccoglie oggi le preoccupazioni dei sindacati. “La situazione e’ drammatica – dice il segretario del Pd in una pausa degli incontri a Montecitorio – molti continuano a credere che la crisi sia alle spalle, invece ce l’abbiamo ancora davanti.

Serve un governo – ripete il leader Pd – anzi servirebbe un governo che fa miracoli”. E proprio i sindacati, dopo l’allarme lanciato ieri dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, confermano la preoccupazione per la tenuta sociale ed economica del Paese.

Cgil, Cisl, Uil dicono di essere contrari ad un ritorno alle urne e chiedono un governo in tempi brevi. “Il rischio – dice Raffaele Bonanni – e’ che l’Italia somigli alla Germania di Weimar”. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, chiede un abbattimento drastico dei costi della politica, mentre la Cgil, con Susanna Camusso, chiede l’abolizione dell’Imu sulla prima casa fino a un valore di 1000 euro.

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