LE BOTTE DELL’OLIMPICO E LA PRESA DEL PARLAMENTO. UN PAESE IN PREDA ALLA FOLLIA

di Redazione – Tre giorni di calcio post pasquale che si chiudono con la vergogna andata in scena nella capitale, dove tifosi della stessa città (Roma e Lazio) danno vita a una guerriglia urbana il cui bilancio parla di feriti e contusi. RomaCALCIO: ROMA-LAZIO; ALTRI DUE ACCOLTELLATI, NON SONO GRAVI non è diversa dal resto del Paese, si tratta solo dell’ultimo teatro del macabro spettacolo ormai noto e di cui ci si è stancati da tempo.

Adesso, con l’aiuto delle telecamere, i responsabili verranno presi e si beccheranno il divieto di accesso agli stadi per 3 o 5 anni e magari scopriremo che in mezzo ci sono anche tanti figli di papà, che prendono mazze e coltelli per andare a vedere la partita e poi magari all’università o altrove parlano di regole, moralità e rispetto. E’ l’Italia che mostra il suo volto peggiore, ammesso che ne esista ancora uno migliore. L’Italia dei giornalisti che non vedono l’ora di usare il microfono per affermare “sono scene che non vorremmo mai vedere, che fanno male al calcio”.

Poi un colpo di spugna, inizia la partita e il resto viene dimenticato o magari richiamato con un certo fastidio. Gli incidenti dell’Olimpico non sono diversi da quelli di piazza San Giovanni nel 2011, non sono diversi dal disastro di via del corso di pochi mesi prima: le scene sono simili, la rabbia che emerge all’improvviso è sempre la stessa. Il Paese è sull’orlo di una crisi di nervi con segnali chiari che nessuno vuole ascoltare. Il fatto che sia accaduto prima di una partita, dinanzi a uno stadio diventa la scusa per sviare il discorso, per affermare che sono sempre i soliti ultras, quelli violenti che andrebbero isolati, e stronzate simili che leggiamo e ascoltiamo da tempo come dischi rotti.

Ma le cose stanno diversamente, non si tratta più soltanto di rivalità fra tifoserie. Gli scontri di ieri sono accaduti alla luce del sole, dinanzi alle telecamere, molti a volto scoperto. Calci, pugni, inseguimenti, risse; la tv ci ha mostrato tutto, abbiamo visto tutto e in HD, manco fosse una parodia di Maccio Capatonda. Cosa vuol dire? Vuol dire che i protagonisti non hanno paura delle sanzioni, non temono uno Stato ormai delegittimato dalle sue mancate scelte, dall’incapacità di darsi una guida.

Un Paese in cui alcuni deputati litigano sulle poltrone mentre altri minacciano di occupare il Parlamento. Ecco appunto, se davvero i componenti del Movimento 5 Stelle decidessero di attuare quello che hanno minacciato, ci sarebbe tanta differenza? Ci sarebbe differenza fra le botte da orbi dell’Olimpico e la presa della Camera dei Deputati, ci sarebbe tanta differenza fra due palesi forme di violenza? E’ vero non l’hanno ancora fatto quindi è sbagliato condannarli, ma la minaccia è comunque un gesto molto grave e anche quelle sono “frasi che non vorremmo mai sentire”.

I violenti sono violenti sempre, dentro e fuori dagli stadi. L’odio e l’aggressività non ci servono in una fase storica come questa, con venti di guerra nucleare provenienti dai soliti regimi comunisti e la crisi economica causata e gestita dalla Germania che punta a vincere la terza guerra mondiale senza impugnare le armi. Serve altro, servono intelligenza, idee e competenza. Tutte cose di cui al momento purtroppo non vediamo tracce.

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