MILAN – NAPOLI PER LA CHAMPIONS MENTRE LA FIORENTINA OSSERVA. DIETRO LA PEGGIORE INTER DAL ’56

di Chris Grasso – Degli scontri nel derby abbiamo parlato in un altro pezzo, qui ci occuperemo solo di calcio e di cosa emerge dalla trentunesima giornata in serie A. Una giornata che dice tanto in fondo alla classifica, mentre in alto cambia moltodenis_inter_atalanta poco. Partiamo dal basso allora e dal ritorno alla vita del Palermo che tutti davano ormai retrocesso. A Marassi va in scena il capolavoro di Sannino, tornato in panchina dopo la miriade di rivoluzioni effettuate da Zamparini nella gestione più pazza da quando è proprietario del club rosanero. Una vittoria con la Samp dell’ex Delio Rossi che permette di agganciare in un sol colpo Siena e Genoa, dando seguito al successo con la Roma di sette giorni prima. I blucerchiati avrebbero voluto vendicarsi di quella sconfitta di 2 anni fa che di fatto li condannò alla serie B, ma fra le due tipologie di motivazione ha avuto la meglio quella dei siciliani aggrappati alla speranza di restare in vita. Icardi e compagni invece sembrano quasi sazi e soddisfatti, ma attenzione perchè a proposito di vendette domenica va in scena il derby della Lanterna (ricordate il gol di Boselli?) tutto da seguire.

In vetta invece la Juve procede spedita senza fare troppo caso all’appuntamento di Champions e ai propositi di remuntada ai danni del Bayern. La conquista dello scudetto non è in discussione e non poteva essere il piccolo Pescara, ormai quasi rassegnato al tracollo, a fermare una marcia senza macchia degli uomini di Antonio Conte. Il Napoli ha compreso che per lo scudetto anche quest’anno non è aria, così pensa bene di difendere il secondo posto che se non è titolo tricolore ma poco ci manca. Le distanze dal Milan sono tornate ad essere rassicuranti e domenica sarà il giorno della verità con la sfida al Meazza.

Una sfida che potrebbe essere sfruttata da Montella e dalla sua Fiorentina ringalluzzita dalla clamorosa rimonta di domenica a pranzo, condita da errori arbitrali, espulsioni e aggressioni in tribuna. Il terzo posto è dietro l’angolo, i viola hanno i mezzi per provarci fino alla fine e l’obbligo di farlo per evitare i rimpianti di una stagione trascorsa a mostrare il miglior calcio del campionato. E’ mancata forse un pò di maturità, quella che la squadra deve ancora acquisire e per cui serve tempo e pazienza, quella che magari avrebbe permesso di evitare certi errori in momenti chiave della stagione.

Chi invece non sa più dove metterli gli errori è l’Inter, sono talmente tanti che elencarli tutti proprio non si può. La sconfitta casalinga con l’Atalanta ha dell’incredibile ed è viziata dal rigore più inesistente mai concesso da un arbitro in un campionato ufficiale. Ma detto questo il resto va analizzato a sua volta. L’Inter non ha la spina dorsale, basta un episodio (seppur grave, gravissimo) a mandare in aria una prestazione positiva e una vittoria che non sembrava minimamente in discussione. Basta poco a fare saltare nervi e sicurezza e questo coi rigori subiti e concessi c’entra poco. Moratti parla di mala fede degli arbitri e con quello che è successo negli anni in Italia il concetto in se non sembra nemmeno tanto stralunato. Ma a questa dovrebbe aggiungere anche altre critiche. Quelle al suo direttore sportivo che ha costruito una rosa imbarazzante, al suo allenatore che raramente ne azzecca una e quando lo fa basta un soffio di vento per fare crollare tutto, ai suoi giocatori non all’altezza del ruolo in una grande come l’Inter. E poi a se stesso, dopo il triplete non ha più indovinato una scelta ne dirigenziale ne tecnica ed è ancora orfano di Mourinho.

Infine il derby romano che alla fine lascia tutti con un pizzico di delusione. La Lazio assaporava già la vittoria e da oggi si dirà che quello che Hernanes da lo stesso Hernanes toglie. Gol favoloso, rigore fallito, rigore procurato, fa tutto lui insomma. Nella Roma segna ancora Totti ma per entrambe l’Europa dei ricchi si allontana e forse non basta la consolazione di non aver perso il derby.

E adesso buttiamoci nella due giorni di Champions con la Juventus chiamata all’impresa contro lo stratosferico Bayern Monaco che agli ottavi di finale ha già rischiato di subire la clamorosa remuntada contro l’Arsenal. Gli uomini di Wenger si fermarono ad un passo dal traguardo, i ragazzi di Conte vogliono centrare la storica impresa.

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