BERSANI, RENZI, GRILLO (?): LA TRIMURTI SCEGLIERA’ IL “VECCHIO” PRODI?

di Cyrano – Potremmo ironizzare a lungo sulla paradossale situazione politica venutasi a creare sull’ elezione del Presidente della Repubblica. Solo che stavolta abbiamo poca voglia di scherzare. Il Partito Democratico ha trasformato il Parlamento inprodi seduta comune in una gigantesca platea che assiste al proprio congresso: tutto questo dimenticando quale responsabilità ci voglia in una fase così delicata della storia repubblicana.

Bersani contro tutti, Bersani contro Renzi, Bersani che tenta l’accordo col Pdl senza prima fare i conti con i propri grandi elettori; Bersani che, per salvare le macerie del partito, propone all’Italia il possibile Presidente più lacerante, compromesso, rappresentante della vecchia politica e dei poteri forti che si potesse immaginare.

Romano Prodi piace molto a Repubblica e a Ezio Mauro e questo basterebbe per considerarlo “nemico” di una buona fetta di italiani. Purtroppo c’è di più: è l’uomo delle svendite dei gioielli di Stato, l’uomo dell’Iri e della Cirio, l’amico degli esclusivi club finanziari di Bruxelles, quelli che hanno imposto l’Euro in una Europa a due velocità; il “cocco” di Goldman Sachs, l’uomo delle lacerazioni con la destra e con la sinistra, capace di distruggere le proprie alleanze di governo e di considerare, allo stesso tempo, esseri ignobili gli elettori di centrodestra e di Berlusconi.

Non stavamo cercando la sintesi? Non avevamo a cuore la governabilità? Non erano gli italiani, nella loro interezza, coloro i quali bisognava anteporre agli interessi di parte? Tutto dimenticato, cancellato, pur di compiacere varie anime di un partito votato dal 25% degli italiani. L’aria di restaurazione che si respira non risparmia neppure le avanguardie rivoluzionarie, primi fra tutti Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Dismesso il chiodo di pelle con il quale si è accreditato alla platea nazional – popolare di Maria De Filippi il bulletto fiorentino indossa i panni del burocrate di partito, credendo di poter spacciare agli italiani il cotto e decotto Professore come la svolta epocale per il centrosinistra italiano. Anche lui rischia seriamente di finire seppellito da una gigantesca risata.

Che dire, invece, dei 5 Stelle? Ci sarebbe da augurarsi che la lista delle quirinalie scorra fino al nome di Romano Prodi per finirla con questa maschera qualunquista e pseudo rivoluzionaria che ha coperto fino ad oggi il vero volto astioso e massimalista del Movimento di Beppe Grillo; mesi e mesi a menarcela con la casta, la vecchia classe politica, i cadaveri, la rivoluzione, i vaffanculo, per finire come un gargamella qualsiasi a votare l’uomo della peggiore Europa, dei peggiori poteri forti, della casta peggiore: quella di chi ha fatto esperienza sia come politico che come boiardo di stato.

Hanno insultato il povero Marini, ottantenne sindacalista fondatore del Pd, colpevole rispetto a questi nomi al ribasso solo di non essere abbastanza anti – berlusconiano: lo hanno mandato al macello nel peggiore dei modi, trovando pure qualche sciocco alleato in una parte di centrodestra che non si rendeva conto che dopo Marini si rischiava il diluvio.

Li aspettiamo adesso prima in aula per farsi vedere bene in faccia mentre esprimono un nome ben più scandaloso di Rocco Siffredi o del conte Mascetti: in quel caso, almeno, vinceva il paradosso e l’ironia piuttosto che la tristezza istituzionale; se avranno il coraggio, poi, li aspetteremo insieme a una larga fetta di italiani nelle piazze per dire ad alta voce che Romano Prodi non può e non potrà mai essere il Presidente di tutti gli Italiani.

Ne vale la pena? Volete davvero incendiare l’Italia per salvare la classe dirigente defunta di un partito che rappresenta pur sempre una minoranza?

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