NAPOLITANO A TEMPI DI RECORD: INCARICO GIA’ OGGI?

di Aragorn – Saranno consultazioni lampo, non c’è più tempo da perdere. Napolitano non ha intenzione di assistere a un nuovo balletto dei partiti e vagiorgio_napolitano_ all’attacco, mettendo in pratica quanto affermato ieri nel discorso al Parlamento riunito in seduta riunita per il suo giuramento. “O accordo o vado via”, parole ad effetto, che lasciano il segno e tracciano la strada da seguire.

Serve un governo e per farlo bisogna uscire dal pantano politico in cui si è finiti negli ultimi 2 mesi, trovare un punto d’intesa e partire con le riforme e gli interventi già fissati: fisco, lavoro, economia, famiglia. Il Presidente sta incontrando i protagonisti della politica attuale, compresi coloro i quali si trovano alla guida delle Camere e voci di corridoio parlano di incarico di governo già nelle prossime ore. La Boldrini ha lasciato il Quirinale senza fare dichiarazioni, intanto cresce la febbre del toto premier e del toto ministri.

Amato in pole, seguito da Renzi, in calo Amato e Letta (Enrico) che potrebbero ritrovarsi alla guida di un ministero. Nella squadra potrebbero trovare spazio anche Monti, Cancellieri e Gelmini. Intanto il Pd continua a mantenere una linea del tutto sconnessa e priva di contatti con la realtà.

Ieri sera, ospite di Bruno Vespa, la Bindi parlava a ruota libera come se i disastri degli ultimi tempi non esistessero, come se non avessero proposto materiale per le copertine di Crozza a Ballarò da qui all’edizione 2018. La guerra intestina fra i democratici poi è pubblicamente esposta, i panni sporchi li stanno lavando in strada, fra gli ironici sguardi dei passanti. I giovani turchi propongono Renzi premier, ma i renziani ci vedono manovre losche e rispondono picche, anche se l’idea al sindaco pare non dispiacere.

La scissione è dietro l’angolo e con essa il disastro elettorale che ne conseguirebbe, Grillo è pronto a spazzarli via prendendo il loro posto, ma la Bindi è impegnata a dire “larghe intese si, ma sia chiara la contrapposizione fra noi e il Pdl”.

Scusate ma noi chi? Il Pd? E quale Pd? Quello post – comunista? I cattolici? I marxisti? I moderati? I D’Alemiani? I bersaniani? I renziani? Non è chiaro a loro, figurarsi come può esserlo per noi.

Fra poco potremmo avere un governo e i problemi del Pd saranno affare di quelli che continuano a credere che sia un partito vivo e reale.

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