TRAMONTA IL MODELLO SICILIA. ADESSO CROCETTA CHE FA?

imageNessun divorzio, perche’ non c’e’ mai stato nessun matrimonio. Quello che sta accadendo nell’ultimo periodo all’Assemblea regionale siciliana, anche sulla partita del bilancio e della finanziaria, dimostra che a prevalere ha vinto la logica dell’inciucio, che ha anche come obiettivo quello di estromettere da ogni scelta il Movimento cinque stelle.

Altro che rivoluzione di Crocetta”. I quindici deputati regionali stellati affondano il ‘Modello Sicilia’, semmai sia mai esistito. Eppure quel presunto rapporto privilegiato tra il governatore Rosario Crocetta e i grillini, che lo stesso presidente presentava come una preziosa credenziale, qualche risultato a inizio legislatura ha prodotto, a partire dall’abolizione delle province.

La ‘speciale relazione’ si e’ incrinata vistosamente con il ‘no’ del M5S alle modalita’ previste dalla legge elettorale sulla doppia preferenza di genere: in quell’occasione i deputati parlarono di accordo trasversale su un provvedimento “permeabile al voto di scambio”. La tensione e’ poi salita in occasione della nomina all’Ars dei tre grandi elettori che ha visto l’esclusione dei grillini per premiare un deputato del Pdl. E’ infine esplosa nelle commissioni impegnate nell’esame della finanziaria, dove si sono visti bocciare tutti i loro emendamenti.

Crocetta prova a ricucire:“Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del Movimento 5 stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me e’ sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive”.

Rapporti tesi che corroborano per il segretario dell’Udc siciliano Gianpiero D’Alia, che con il Pd sostiene il govenro Crocetta, la strada delle larghe intese, di “un grande accordo strategico in grado di salvare e rilanciare la Sicilia. Siamo in una fase politica dove c’e’ la necessita’ di un governo di larghe intese a Palermo come a Roma”. Ipotesi bocciata, pero’, dal Pd isolano: “La maggioranza c’e’. Ok al dialogo sul bilancio, le riforme e i provvedimenti per uscire dalla crisi, ma delle larghe intese non c’e’ bisogno”.

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