ETNA, CATANOSO: INTERROGAZIONE URGENTE AL GOVERNO

L’on. Basilio Catanoso ha presentato una interrogazione a risposta scritta in merito ai fenomeni parossistici dell’Etna e alle conseguenze che questi hanno causato eetna cenere causano alle comunità alle pendici del vulcano. In particolare, Catanoso chiede di sapere se sia giunta al Governo una richiesta della Regione per il riconoscimento dello stato di calamità (in quanto i Comuni sono ormai privi di risorse per fare fronte alle diverse emergenze), e quali altri provvedimenti si intenda assumere – visto la frequenza degli eventi straordinari, ormai divenuti ordinari – al fine di sollevare le popolazioni del luogo e gli enti territoriali da continui disagi: la ricaduta di cenere, oltre a rappresentare possibile nocumento per la salute dell’uomo, provoca una serie di problematiche di natura economica.
Roma 21 maggio 2013

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesso per sapere che:

· Dal 19 febbraio scorso, il vulcano Etna ha iniziato un’intensa attività eruttiva con abbondante caduta di lapilli e cenere vulcanica causando gravissimi danni alla viabilità, alle coltivazioni, alle popolazioni ed alle infrastrutture civili ed urbane;

· I Comuni di Acireale, Santa Venerina, Zafferana Etnea, Piedimonte Etneo, Riposto, Ragalna, Aci S. Antonio, Aci Catena, Milo, Maniace, Mascali, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Giarre, Riposto, Sant’Alfio, Fiumefreddo di Sicilia, Gravina di Sicilia e tutto il versante nord-est dell’Etna sono interessati e, soprattutto, colpiti dal fenomeno parossistico dell’Etna;

· I danni che derivano dal fenomeno vulcanico risultano essere ingenti sia per le strutture pubbliche che per quelle private, sia per gli immobili urbani che per le colture danneggiate dalla pioggia di lapilli;

· Questi fenomeni provocano anche gravi conseguenze alla salute della popolazione dovuta alla continua esposizione dell’organismo, in particolare le vie respiratorie e gli occhi, alle particelle vulcaniche;

· Gli interventi di pulizia delle strade e delle piazze, degli immobili pubblici e l’opera di raccolta dei sacchetti di cenere vulcanica dentro i quali i privati cittadini hanno conferito la sabbia vulcanica presente nei pressi delle proprie abitazioni sono stati, fino ad oggi, a carico dei dissestati bilanci dei Comuni della zona interessata;

· I sindaci dei comuni colpiti dall’evento vulcanico stanno chiedendo da moltissimi giorni alla Regione siciliana ed alla Presidenza del Consiglio il riconoscimento dello stato di calamità naturale per far fronte sia ai costi per la ripulitura dei luoghi pubblici e privati coperti dalla cenere vulcanica sia per rimediare ai danni che la stessa cenere sta provocando all’economia della zona etnea;

· A giudizio dell’interrogante sollevare le popolazioni interessate dal pagamento di alcuni tributi al fine di poter far fronte ai costi di ripristino dei propri beni danneggiati, prevedere un contributo economico a supporto delle produzioni agricole colpite e danneggiate dagli eventi eruttivi ed aumentare i trasferimenti ai Comuni per costituire appositi capitoli di bilancio da destinare a questo particolare tipo di intervento;

· Lo stato di emergenza, proprio per il fatto che l’Etna ha modificato la sua attività vulcanica intensificando i fenomeni eruttivi di breve durata alternati a periodi di relativa calma eruttiva, dovrebbe essere emanato legandolo alla durata dei vari periodi dell’attività vulcanica;

· Se una richiesta di dichiarazione di stato di calamità è giunta dalla Regione siciliana in merito all’eruzione dell’Etna di queste ultime settimane;

· Quali iniziative e provvedimenti intende adottare il Presidente del Consiglio dei ministri affinché vengano affrontati con efficacia ed urgenza le problematiche esposte in premessa.

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