GIUSEPPE ALESSIO NUZZO: “AVEVO UN SOGNO, APRIRE LE PORTE AL CINEMA SOCIALE”

 

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Il direttore generale del Social World Film Festival, Giuseppe Alessio Nuzzo e l’attrice, Roberta Scardola.

Vico Equense (Campania). L’abbiamo incontrato nell’incantevole scenario che ospiterà, nei prossimi giorni, il “Social World Film Festival”, il festival del cinema più giovane d’Italia, dove avrà al suo fianco come presentatrice, la bellissima attrice, Roberta Scardola, anche lei non sfuggita alla nostra penna. Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore generale dell’evento che vedrà, quest’anno, la sua terza edizione ci apre le porte del cinema sociale. La sua esperienza nel settore, dalle pubblicità progresso a un nuovo modo di comunicare il sociale attraverso corti e pellicole, non dimostra, di certo, la sua giovanissima età: ventitré anni. “La comunicazione è una delle più importanti finestre del mondo, quella che permette alla semplice osservazione dei fatti di diventare produttività, creatività e  un messaggio universale che supera tempo e spazio”. A sentirlo parlare non gli attribuisci la vita di un ragazzo normale: frenetico, attivista e perfezionista, Nuzzo è proiettato con il suo carattere e la sua voglia di fare in realtà ancora lontane, ma che muovono i primi passi ad iniziare dal Social World Film Festival, la distanza, come lui ribadisce, è soltanto una percezione mentale. “Arriveremo dove vogliamo arrivare, allo stesso modo farà il cinema sociale”.

Com’è nata l’idea di un Festival che premi il cinema sociale? (Ride) “Non so se ci crederai o meno, ma inizialmente per gioco, con la mia mente cerco di elaborare continui aspetti nuovi della vita su cui lavorare.  Leggendo la cronaca tutti i giorni, mi ero reso conto, che mancava un tassello: il provare a sensibilizzare in modo diverso dalle solite pubblicità progresso o dalle trasmissioni mediatiche che invitano ospiti su ospiti per discutere sui cancri sociali della nostra società. Raccontare e meditare; meditare ed elaborare; elaborare e lavorare attraverso film, corti, e perché no un concorso. E’ nato tutto cosi. C’era il bisogno di mettere in contatto lo spettatore con quanto accade nella società, di raccontarla attraverso un link non monotono, fuori dal bombardamento mediatico di cui è vittima. E devo dire che ci siamo riusciti, siamo alla terza edizione e quest’anno rispetto agli altri due, nove saranno i giorni che dedicheremo al Festival”. 

Cos’è il cinema per te? “Il cinema è un momento d’incontro a cui dai e puoi dare tante finalità”.

E il cinema sociale? “E’ immettere quel momento dentro di se, tramutarlo in riflessione e in sensibilizzazione”.

Quale sarà il tema per cui concorreranno i corti? L’ambiente, a riguardo la riflessione è vasta, l’ingegno sta nel riuscire a catturare le immagini che riescono a comunicare il pensiero e la realtà.”

Quale sarà la collocazione del progetto “Social in the school” all’interno del Festival? Durante i nove giorni del Festival, saranno premiati anche i concorsi e i contesti paralleli alla selezione ufficiale. La giuria di oltre 10.000 studenti campani del progetto Social in the School decreterà il vincitore per il concorso Social Smile, volto a promuovere il cinema sociale nelle scuole”.

Improvvisa uno slogan per il Social World Film Festival. Comunicare il sociale”.

E’ il nome di una rivista. “Si, dopo trenta minuti di intervista, non ci vedo più dalla fame”.

 

Lucia Cirillo

Lucia Cirillo

Studi giuridici, giornalista pubblicista, designer della comunicazione. Nel Giugno 2012 pubblica "I segreti di Manila".Ricordo d'infanzia: una macchina da scrivere. Motto: permanent state of re-invention.
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