CIRO ESPOSITO: “NEL MONDO DELLO SPETTACOLO? IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO”

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Napoli. Eppure a guardarlo non sembrerebbe mica il bambino che debuttò sul grande schermo, nel 1992 con il film “Io speriamo che me la cavo” della regia di Lina Wertmuller, dove fù conosciuto dal pubblico nel ruolo di Raffaele Aiello, l’allievo ribelle del maestro interpretato dall’attore Paolo Villaggio. Ciro Esposito è cresciuto come è cresciuta negli anni la sua carriera di attore, iniziata con un provino deciso sui banchi di scuola, mentre leggeva con la maestra “Il Mattino”, il giornale che aveva pubblicato le notizie relative al cast che l’avrebbe reso celebre a soli 11 anni. “La fortuna va’ cercata e la passione va’ coltivata. Eravamo tremila bambini al provino e mai avrei creduto di ritrovarmi nei quattordici fortunati che sarebbero stati scelti per il film”.

La recitazione non era di certo, nonostante la nuova esperienza, un’attività non sconosciuta da te. Giusto? “Si, esatto. Ho iniziato a recitare prestissimo: i miei genitori avevano una compagnia amatoriale dove giocavo a far l’attore. Fu li che iniziai a notare un’ attitudine naturale a interpretare ruoli diversi, nutrivo un profondo piacere nel caratterizzarli con un qualcosa di mio, era già tutto dentro di me e pronto da tirar fuori nel momento in cui mi sarei stato pronto.

Che effetto ti fa vederti in TV? Mi diverte allo stesso modo di quando ero bambino e ogni volta mi ricarica di energia”.

Non è facile per un bambino crescere nel mondo dello spettacolo, tra prove, continui provini, nuovi impegni e responsabilità. Tu come ci sei riuscito? Sono stati grandi, in questo, mamma e papà, a loro devo il merito di aver acquisito una personalità scrupolosa e diffidente, che ti permette in un contesto bello, ma anche svariato e pieno di strade diverse, di concentrati sulle sole cose che contano davvero. Questo è ciò che distingue gli attori professionisti dagli attori personaggio. Tutto ciò che non è affine al mio lavoro lo svaluterebbe rendendomi un mero pagliaccio. Grazie alla guida dei miei genitori e fin dai primi film, ho dato un grande valore al mestiere di attore. Oggi, come dicevo, pochi sono gli attori e molti i personaggi”.

E il nome di uno di questi personaggi? (Ride, divertito dalla domanda) “Si vede che sei  una giornalista, purtroppo non si può”.

Allora, riassumendo, secondo Ciro Esposito, cosa rende un attore? “La pazienza, prima di tutto: la passione; il talento; l’’essere vero, non costruito. L’attore non è un artigiano, come uno scrittore, ha il compito di rendere un semplice nome scritto su un copione bianco, anima e cuore. Quando, invece, deve raccontare delle storie vere, l’attore deve avere il pieno rispetto della persona, avvicinarsi ad esso, chiedersi: come ha pensato? In quale stato emozionale ha vissuto quell’evento? Cosa ci unisce?”.

Hai avuto mondo nella tua giovane e già matura carriera di interpretare persone che hanno vissuto delle storie vere e talvolta significative. Ricordiamo “Le ali”, regia di Andrea Porporati, il film TV  dedicato alla storia di Gianfranco Paglia, sottotenente della Folgore, che in missione in Somalia, nel 1993, durante un’imboscata, ha perso l’uso delle gambe. Come sei riuscito ad entrare nel ruolo del protagonista, a vivere la sua storia per poi comunicarla in TV?

Sono stato un mese a casa del vero Gianfranco Paglia, una persona splendida che mi ha dato tutto l’aiuto possibile per entrare, finalmente, nel ruolo. Con lui ho ripercorso le tappe della sua storia, il dramma, la speranza, immedesimandomi e provando la sedia a rotelle. Ed è questo il momento in cui il lavoro che amo si eleva diventando un messaggio, perché la stampa, i giornali,  riportano le notizie in modo strettamente informativo, cosi come dovrebbe essere, ma noi, oggi abbiamo bisogno di una scrittura che nonostante la tecnica non dimentichi il cuore, allo stesso modo deve lavorare un regista che sceglie di raccontare una storia realmente accaduta e il suo cast di attori”.

Dove ti vedremo a breve? “Ad ottobre in TV per la seconda serie di Rossella e nel film Una dieci mila lire per il cinema”.

Ci sveli un segreto? Si, ho trovato il coraggio di lavorare a una sceneggiatura teatrale come autore, chissà”.

Buona Fortuna. “Grazie”.

L’attore Ciro Esposito sarà ospite dal 1 al 9 giugno al Social World Film Festival, a Vico Equense, in Campania.

 

Lucia Cirillo

Lucia Cirillo

Studi giuridici, giornalista pubblicista, designer della comunicazione. Nel Giugno 2012 pubblica "I segreti di Manila".Ricordo d'infanzia: una macchina da scrivere. Motto: permanent state of re-invention.
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