L’ALTO ADIGE, LA SEGNALETICA E LA LINGUA TEDESCA

di Angela Mattoni – Quella della segnaletica di montagna in Alto Adige è una questione annosa, risalente addirittura ai primi del novecento, quando a Ettore Tolomei fucartelli affidata la direzione del Commissariato alla Lingua e alla Cultura per l’Alto Adige, e il compito di tradurre tutti i nomi tedeschi dell’Alto Adige.

La questione ora potrebbe essere arrivata ad una svolta. Recentemente il ministro agli Affari regionali Graziano Delrio ed il presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, hanno stipulato un accordo che rivede quanto elaborato tre anni fa da l’allora ministro Fitto. Dall’accordo spunta un allegato con 135 toponimi su 1.526 denominazioni che dovrebbero rimanere nella sola lingua tedesca. “Di queste 1.526 nomi per la maggior parte bilingui analiticamente esaminate dal Commissario di Governo e dal Ministero – precisa Delrio -, si è utilizzato il toponimo tedesco originario, ritenendolo non correttamente traducibile in italiano, ma accompagnandolo, in italiano, con la descrizione tipologica: “malga”, “cima”, “monte” e così via». E aggiunge: «questa intesa va nella direzione di una conquista della convivenza e del bilinguismo”.

Arno Kompatscher esponente di Svp ha invece sottolineato che “la parte importante dell’accordo con il ministro Delrio è il mantenimento dei criteri a suo tempo concordati con Fitto”. L’articolo 5 di quell’accordo riguardante solo i segnali di montagna recita: «I cartelli devono riportare la forma bilingue nel rispetto dell’indicazione delle denominazioni diffusamente utilizzate per i comuni e per le località nelle rispettive lingue e il mantenimento, invece, nella loro dizione originaria, in lingua tedesca e/o ladina, dei nomi storici ferma restando in ogni caso la traduzione dei termini aggiuntivi».

L’intesa, che non piace a molti, sarebbe frutto della “trattativa segreta” intrapresa dal senatore della stella alpina Karl Zeller (Svp). Contro l’accordo si salda l’asse trasversale che va dal sottosegretario Michaela Biancofiore (Pdl) che ha fatto sapere che non permetterà colpi di mano contro la comunità italiana, al deputato Florian Kronbichler (Sel-Verdi altoatesini) ad Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore)che ha chiesto di essere ricevuto da Delrio e non ho avuto risposta. È grave che non si voglia coinvolgere la larga parte del gruppo italiano nelle decisioni su un argomento così sensibile.

Attualmente sulla legge provinciale relativa alla toponomastica pende un ricorso di Palazzo Chigi alla Consulta. Vedremo come andrà a finire.

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