CICCHITTO: IL PDL NON E’ SCIOLTO SE IL DISSENSO PERMANE

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”Il Pdl esiste finche’ non viene sciolto, e per farlo servono i due terzi del Consiglio nazionale. Se permane questo dissenso non e’ detto che i due terzi ci siano”. Lo afferma il deputato del Pdl Fabrizio Cicchitto secondo cui ”da ora si apre una fase di verifica. L’ufficio di Presidenza – dice in un’intervista a Repubblica – non ha chiuso la vicenda. Ne’ diciannove persone, per di piu’ con un criterio di rappresentanza paradossale, potevano chiuderla”. Cicchitto non esclude i gruppi autonomi: ”Nessuna decisione e’ presa in partenza, ne’ in un senso ne’ nell’altro. Non e’ che da qui all’8 dicembre si sospende l’attivita’ politica. In questo tempo verificheremo se le distanze che hanno portato alcuni a non partecipare alla riunione si accentueranno o si ridurranno”. I nodi politici da sciogliere sono tre: ”la leadership del partito, la forma del partito, l’atteggiamento verso il governo”. Nei mesi passati ”e’ emersa la visione di un partito estremizzato, di assoluta minoranza”, osserva Cicchitto che per Forza Italia immagina ”un sistema bipolare, un attacco a due punte” con Berlusconi e Alfano. ”Il modello di FI non puo’ rimanere rigido come quello che c’era nel 1994. E Alfano ha avuto nel Pdl un ruolo di segretario con dei poteri reali. Li potra’ condividere con Berlusconi, ma non puo’ non averli. Va mantenuto come segretario del partito”. Quanto all’esecutivo, ”per noi va tenuto fermo fino al 2015”, rimarca Cicchitto. ‘Evidentemente facendo si’ che la sua politica economica e la sua politica istituzionale presentino forti elementi innovativi”.

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