SOGNANDO MARINE: UN MOVIMENTO PER LA NAZIONE IN ITALIA

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E se in Italia, a destra, la smettessimo tutti di parlare a noi stessi, provando per un attimo ad intervenire nelle cose che preoccupano davvero il popolo? L’auto-referenzialità che avanza mieterà vittime illustri se non ci si ferma a riflettere: scissioni e unanimismi, personalismi, loghi, simboli, denominazioni, collocazioni, conte, componenti, fronde, correnti, centrismi, nostalgismi, ritorni al futuro e al passato, inquadramenti più o meno a destra, oppure centrodestra coi trattini e non. E ancora: falchi, colombe, pitonesse, cigni, fuoriusciti, traditori e pentiti, nonchè ex di questo ed ex di quell’altro, governativi piuttosto che lealisti e poi summit, meeting, pranzi, cene, tavoli, seminari, eserciti, officine e cantieri vari, consigli nazionali, congressi si, primarie no e viceversa.

Basta! Non se ne può davvero più di continuare così.

Perchè non proviamo a chiederci se al popolo di disoccupati, precari, esodati, cassintegrati, pensionati minimi e tutti coloro che sono vittime del sistema e della crisi dello stesso, importa di tutto ciò? Interroghiamoci per un istante su quanto possa interessare un logo vecchio, nuovo, bello, brutto, oppure un cambio di denominazione di partito, ma anche un hashtag su Twitter, alla classe media che si sta smaterializzando, alle partite iva che soffocano, ai malati di tumore della Terra dei Fuochi che hanno quasi perso tutte le speranze, per se e per i propri cari.  Nulla, assolutamente nulla. Anzi, diciamocela tutta: non gli interessa nulla nella migliore delle ipotesi, perchè nella peggiore ci odiano e quando non si astengono, votano Grillo soprattutto perchè “sfancula” alla grande anche noi, risucchiati nella crisi di identità di una destra che ha perso la bussola, incapace di affrancarsi dal Cavaliere (e finchè sarà così, lui resta il migliore e l’esser dentro o fuori al suo partito non cambia le cose), ma anche soggiogata dalla paura di essere se stessa, mentre un  ex comico non ha avuto paura di nulla (nemmeno dei microchip sottocutanei ahimè), conquistando la maggioranza morale e forse tra poco anche quella assoluta di questo paese.

Siamo di fronte ad un quadro non idilliaco e poco edificante, anche se c’è qualcuno che fa volare la fantasia e sogna la Marine Le Pen italiana, mentre altri fraintendono il suggerimento e propongono Marina Berlusconi. Solo che la prima non ha ereditato il partito dal papà, bensì ha vinto la segreteria in un congresso di scontro e  il Fronte Nazionale non è Forza Italia, con un Cav che ha si più volte paventato di diventare il leader dell’euro-scetticismo italico, ma poi in Europa la scorsa volta ci ha mandato Iva Zanicchi, mentre la prossima “minaccia” di mandarci qualche partecipante, molto carina, di “Uomini e Donne”.

La Marine francese sull’immigrazione ad esempio, propone di rivedere il trattato di Schengen e non usa mezzi termini, mentre in Italia ci si muove continuamente nell’emergenza, sostenendo costi diretti e indiretti per i clandestini che si avvicinano al miliardo all’anno, coperti in misura irrisoria dall’Unione Europea che ci impone un’appartenenza che costa tanto e vale poco. Le Pen lotta per il patriottismo economico, l’uscita dall’euro e la superiorità del diritto nazionale rispetto alle direttive europee: è un tripudio di sovranità popolare il suo programma, con la concretezza e affidabilità di chi promette di praticarla, non di annunciarla solo, per poi fare il governo con i socialisti ed il centrodestra delle banche e dell’alta finanza.

Non è un caso che i sondaggi nostrani mostrino tutti una situazione cristallizzata, dove coalizioni e partiti divisi nei tre poli di centrodestra, centrosinistra e grillo non vedono grossi sconvolgimenti in termini percentuali da mesi. Manca un’alternativa credibile al grillismo. Eppure alcune indagini su euro ed ue, come quella di Scenari Economici, dovrebbero aprire gli occhi ai più.

La destra italiana può ancora ritrovare se stessa, ma in un grande movimento che sia risoluto nel rilanciare il concetto di Nazione come garante della sicurezza e della prosperità del Popolo. Un movimento nazionale che aggredisca senza se e senza ma le politiche di austerity e riveda tutti i trattati stipulati negli anni con l’Unione (Sovietica) Europea, per sostituirla con l’Europa dei popoli e delle nazioni. Un movimento per la Nazione che guidi la resistenza contro l’oppressione che stiamo subendo in nome dei mercati e della finanza, legittimato dal principio della “sovranità popolare” , sancito nell’art. 1 della nostra Costituzione. Basta parlarsi addosso, diamo risposte e sicurezza al Popolo Italiano.

Così si combatte la terza guerra.

Ulderico de Laurentiis

Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana".Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!
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