IN GERMANIA CRESCE IL SENTIMENTO ANTI ITALIANO: MA QUESTA EUROPA NON DOVEVA UNIRE?

der_spiegel_copertine_italiaIl Financial Times, ha pubblicato ieri un articolo frutto di indiscrezioni anonime e a firma di Peter Spiegel da Bruxelle e e Stefan Wagastyl da Berlino.  Il popolare giornale finanziario parla di una spaccatura nel Consiglio dei 23 governatori centrali che compongono il direttorio della BCE, rispetto alla decisione di Mario Draghi di tagliare di un quarto di punto i tassi di interesse, come già annunciato la scorsa settimana.

A capeggiare la rivolta non potevano non essere due componenti tedeschi, tra cui il capo della Bundesbank, Jens Weidmann e il il governatore della banca centrale dell’Austria, Ewald Nowotny, e dell’Olanda, Klaas Knot.  Posto che l’abbassare i tassi di interesse in recessione non garantisce alcunchè, visto che in questa fase dell’economia risulta difficile immaginare famiglie ed imprese disposte a chiedere dei prestiti ed indebitarsi con le banche (e al contempo sarebbe da capire meglio per quali motivi le banche dovrebbero prestare senza un ragionevole ritorno), la caratteristica di questa rivolta interna alla BCE contro i tagli di Draghi, secondo il FT sembra essere la profonda divisione tra nord e sud Europa.

In Germania la reazione sarebbe stata durissima, con Hans Werner Sinn, direttore della società di ricerche Ifo secondo cui Draghi avrebbe “abusato” dell’Eurosistema per far sì che nei paesi del sud europa, quindi implicitamente in Italia, si possano avere prestiti bancari a bassi tassi di interesse che non sarebbero possibili con logiche di mercato. Quindi secondo il quotidiano finanziario britannico la guida della BCE guarderebbe “con particolare preoccupazione al crescente sentimento anti italiano”.

Un fatto poco noto in Italia è che il nostro ambasciatore a Berlino, Elio Menzione, pochi giorni fa, ha dovuto fare chiarezza sul ruolo internazionale dell’Italia, la sua importanza nel settore indistriale, scientifico e politico. Questo perchè ha ritenuto preoccupante l’immagine che i media tedeschi continuano a dare dell’Italia con i soliti luoghi comuni “solo mafia, debiti, disoccupati”.

Ma questa Europa non era nata per unire e non per dividere? L’Euro non doveva essere la moneta miracolosa per tutte le economie aderenti, soprattutto per quelle del “sud” come quella italiana? Ormai l’Unione Europea, come la conosciamo oggi, inizia a stare stretta anche a quei paesi, la Germania in testa, che hanno guadagnato tantissimo dall’entrata nell’Euro, mentre gli altri si impoverivano.

Sarebbe bene tenere sempre a mente la fine che ha fatto la Grecia, ridottasi ad essere una provincia sotto il controllo della Troika che le sta svendendo l’anima e la dignità. Smantelliamo questa Europa e ricostruiamone una nuova, fondata sulla cooperazione e la solidarietà tra gli stati nazione.

Ulderico de Laurentiis

Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana".Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!
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