FORZA ITALIA IN SICILIA: COERENZE ED INCONGRUENZE, VALORI E IDENTITA’

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di Flavia Sgarlato – Dopo l’addio del Cavaliere al Popolo della libertà e l’insanabile spaccatura con Angelino Alfano, inizia a delinearsi il quadro nazionale del centro destra. Solo 304 i dirigenti “ribelli” che spalleggiano la scelta dell’Onorevole Alfano di rifondare il nuovo Centro-Destra, più Centro che destra diremo tra qualche mese, conoscendo le tendenze politiche e governiste di coloro che lo hanno seguito, gran parte di rango filo-governativo, non a caso il passaggio dell’Onorevole Giuseppe Castiglione.

Ecco quindi che nuovi equilibri e scenari si affacciano agli occhi dell’elettorato siciliano, per anni zoccolo duro del consenso di Silvio Berlusconi. Si assiste ad una partita di risiko in cui del tutto inaspettata è stata la scelta forzaitaliota degli ex An tra cui il Deputato nazionale Basilio Catanoso e il Vice-Presidente dell’Ars Salvo Pogliese. Così come inaspettate sono state le dimissioni del Capogruppo del PdL Renato Schifani e l’abbandono dell’Onorevole La Via (Deputato Europeo); mentre è emblematico l’ingresso dell’alfiere Gianfranco Miccichè. Solo per citarne alcuni.

La scissione tra “Falchi” e “Colombe” si va delineando nelle ultime ore, tracciando così un quadro regionale che vede all’interno dell’Ars un assetto nuovo e per certi versi incredibile. Tra gli alfaniani, in terra siciliana, ci sono il capogruppo Antonino D’Asero, Vincenzo Fontana, Francesco Cascio, Pietro Alongi, Nino Germanà e Vincenzo Vinciullo. Dalla parte opposta, i cosiddetti “falchi” , ma anche lealisti ed ex AN che daranno origine alla nuova Forza Italia, in cui sono confluiti l’ex An Marco Falcone, Salvo Pogliese, Giorgio Assenza e Giuseppe Milazzo.

A distanza di poche ore dalle dichiarazioni di appartenza a Ndc e FI, emerge l’identità “centrista” del Nuovo Centro Destra che propone, così, un’apertura al dialogo con il Governatore della Regione siciliana il Presidente Rosario Crocetta, per bocca del Sottosegretario ministeriale, Giuseppe Castiglione.

Contrario al dialogo con Crocetta, è Salvo Pogliese: “Non avrei mai immaginato di ritrovarmi dinnanzi alla frattura del Pdl e alla nascita di Forza Italia, ma se l’alternativa è tra un percorso neocentrista e la coerenza di un progetto politico non posso avere alcun dubbio: scelgo di rimanere nel mio partito e con la gente con la quale ho sempre fatto politica, resto in Fi“. Respingendo così ogni possibile apertura, rafforzando una posizione chiara e decisa, in opposizione, al Governo regionale.

Molti hanno chiara la scelta delle “colombe, ben pochi hanno una minima idea sul perchè gli ex An siciliani, in primis, abbiano scelto di rimanere accanto a Berlusconi, non dimenticando che il 27 Novembre sarà definita la decadenza da Senatore dello stesso Leader e sarà chiarito se all’Interdizione sarà applicata una pena accessoria.

Scelta di coerenza ribattono gli interessati, come si evince dalle diverse dichiarazioni che hanno investito i quotidiani e i media, mentre qualche maligno al  solito, agita lo spauracchio dei posizionamenti strumentali all’acquisizione di non meglio precisate poltrone. Accuse che appaiono prive di fondamento, dato che Forza Italia è (e vuole restare) all’opposizione di Crocetta in Sicilia e probabilmente a breve lo sarà anche di Letta a livello nazionale.  

Molto plausibile invece una scelta di posizionamento politico.  I temi rilanciati dal Cavaliere sull’economia monetaria del paese, la battaglia contro l’Euro e l’Europa più attenta alle richieste della BCE che alla crescita e lo sviluppo dei popoli europei, così come la lotta alla tassazione di imprese e famiglie e la tutela della casa, potrebbero essere gli argomenti a cui gli ex AN si sono mostrati maggiormente sensibili e politicamente affini. Da qui la scelta di rimanere nel partito azzurro.

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