PADANIA LADRONA: BOSSI A PROCESSO PER APPROPRIAZIONE INDEBITA E TRUFFA ALLO STATO

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L’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi, rinviato a processo per una truffa ai danni dello Stato da circa 40 milioni di euro, per utilizzo improprio dei rimborsi elettorali dovuti alla Lega Nord nei tre anni che vanno dal 2008 al 2010.  La Procura di Milano infatti ha chiuso le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Umberto Bossi, i suoi due figli Riccardo e Renzo, e altre persone per la vicenda della gestione dei fondi della Lega. Le accuse per l’ex segretario del Carroccio sono di appropriazione indebita e truffa allo stato per circa 40 milioni di euro. Umberto Bossi e’ accusato, “in qualita’ di legale rappresentante e tesoriere del partito politico Lega Nord”, insieme ad altri indagati, di avere presentato un “irregolare rendiconto” riguardante i conti del movimento negli anni 2008, 2009 e 2010. Il fondatore del Carroccio, secondo l’accusa, si sarebbe appropriato indebitamente di 208.565,30 euro. “I consulenti tecnici hanno osservato che tutto il ‘fiume’ di denaro contante in uscita nell’arco temporale che va dal 2008 al 2011 e che risulta pari ad euro 3.869.430, soltanto 1.270.976, cioè meno di un terzo, è risultato da documenti giustificativi”. Lo scrivono i pm di Milano nel decreto di chiusura indagini sui conti della Lega Nord che è stato recapitato ad Umberto Bossi, ai suoi figli Riccardo e Renzo e ad altre persone.  A Renzo e Riccardo Bossi, i due figli del ‘Senatur’ Umberto, viene contestato di aver usato a fini personali circa 303mila euro di soldi pubblici ottenuti dalla Lega come rimborsi elettorali. Lo scrivono i pm di Milano nell’avviso di chiusura delle indagini. Renzo detto ‘il Trota’, accusato come Riccardo di appropriazione indebita, avrebbe speso tra le altre cose oltre 77mila euro per l”’acquisto” dell’ ormai famosa laurea albanese ”presso l’Universita’ Kristal di Tirana”. A Riccardo contestati diversi noleggi di ”auto”. La Procura chiude anche il filone d’inchiesta sulle operazioni estere di Belsito e gli contesta l’ipotesi di “appropriazione indebita” per 5,7 milioni di euro, dei quali 1,2 spediti il 28 dicembre 2011 da un conto genovese della Lega alla societa’ Krispa Enterprices di Paolo Scala presso la Bank of Cyprus (850.000 euro restituiti nel febbraio 2012), e gli altri 4,5 bonificati due giorno dopo su un conto di Stefano Bonet alla Fbme Bank in Tanzania, che li respinse perche’ difettava la documentazione allegata (la somma e’ poi rientrata nel febbraio 2012). Gli altri indagati sono Riccardo e Renzo Bossi, Rosi Mauro, i due imprenditori Scala e Bonet (indagati per ricettazione) e tre componenti del Comitato di Controllo Contabile di secondo livello del Carroccio, Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci.

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