CASA POUND, CATANOSO INTERROGA ALFANO: DI STEFANO CONDANNATO E CENTRI SOCIALI IMPUNITI

Catanoso

Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare, presentata dal deputato di FI, Basilio Catanoso, al Ministro degli Interni, Angelino Alfano, avente come oggetto il vilipendio alla bandiera nazionale.

Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che: 
è di questi giorni la polemica sulla condanna dell’esponente di Casa Pound Simone Di Stefano, arrestato e condannato per aver sostituito la bandiera dell’Unione europea con quella italiana;
navigando in rete, su youtube nello specifico, alcuni cittadini hanno fatto notare un video, a giudizio dell’interrogante, vergognoso ed intollerabile;
tale video riprende un centinaio di personaggi dei centri sociali dell’isola mentre applaudono due ragazzi che bruciano la bandiera italiana in pieno giorno, a Palermo, in presenza di centinaia di testimoni e vicino a numerosi esponenti delle forze dell’ordine;
risulta di tutta evidenza la diversità di trattamento, sia dei funzionari di polizia che della magistratura, nei riguardi di questi due teppisti senza onore: condannato il primo (Simone Di Stefano) e ignorati i secondi (gli attivisti dei centri sociali);
vale la pena ricordare che secondo l’interrogante quanto compiuto da questi due giovani può integrare gli estremi del reato previsto dall’articolo 292 del codice penale: «(Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato). Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali»;
l’articolo del codice penale è chiaro e non necessita di commenti ulteriori. Si può solo immaginare cosa sarebbe accaduto se questi due ragazzi avessero compiuto lo stesso identico gesto in Francia, negli Stati Uniti o in Turchia–:
se i funzionari di polizia abbiano provveduto ad identificare i responsabili del fatto e consegnarli alla giustizia;
se un procedimento giudiziario sia già in corso a carico dei due soggetti e per quale ipotesi di reato;
quali iniziative di competenza abbia intenzione di adottare il Ministro interrogato per contrastare comportamenti illegali come quelli descritti in premessa. (4-02987)

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