MATTEO RENZI: IL KILLER DI SAN VALENTINO

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Dunque è killer di San Valentino, Matteo Renzi. È tipo un horror di quart’ordine – uno di quelli in cui una coppia squattrinata viene massacrata in ostello dallo squilibrato con l’infanzia difficile – ma c’è pure un altro e più alto livello: c’è anche l’horror di qualità, un grande classico, c’è appunto shining, del quale in via Nazzareno hanno trasposto politicamente la schizofrenia del carnefice che fatica a riconoscersi tale (#enricostaisereno).
Carnefice ma pure vittima, Matteo Renzi, vittima di una logica spietata: andare al governo coi voti di Bersani. E chissà se Renzi, da scout, ha esercitato – trascinando equipaggiamento e sacco a pelo – ha esercitato abbastanza le sue spalle per trascinare l’Italia fuori dal tunnel coi gravi ulteriori di suddetto danno (il boicottaggio subìto alle primarie) e suddetta beffa (rischiare di bruciarsi per sempre in seguito ad una situazione di cui è già stato vittima).
Ma queste sono scaramucce democratiche, a noi non interessano. Certo, a veder Renzi in connubio col PD, sembra di vedere al mare una di quelle coppie in cui lei è snella e ammodo e lui poco sotto l’obesità con la canotta macchiata di sugo (ma siccome l’abito non fa né il monaco né tantomeno l’uomo della provvidenza democratica, può essere pure che lei si riveli una mantide e lui lo sfigato tratto in inganno). Lasciamo però all’intellighenzia di sinistra – tutto vorremmo fare fuorché rubarle il mestiere – le elucubrazioni analitiche di quest’omicidio successorio.

E va bene Matteo Renzi, dunque. Se poi osi obbiettare che l’ultimo premier nominato tale a furore di popolo fu l’appestato Silvio Berlusconi, si premurano di specificare – forti del manuale di diritto costituzionale – che l’Italia è una Repubblica Parlamentare gli stessi che se una staffetta simile avesse avuto luogo da leader di centrodestra a leader di centrodestra, si sarebbero mobilitati in massa evocando Mussolini e scenari latino americani.
Ma va bene Matteo Renzi, si diceva, e pure la Repubblica Parlamentare: pazienza se in tale Repubblica parlamentare il parlamento bivacca e la Consulta legifera – a mezzo abolizione – in sua vece.
Pazienza se, illo tempore, la detronizzazione dell’appestatissimo Berlusconi ebbe luogo con la complicità di una psicosi alimentata anche e soprattutto da quel Grillo che oggi – con sorprendente balzo – fa fronte comune coi berluscones, brandendo il libro dell’antipaticissimo Friedman come definitiva e inequivocabile prova dello stra-potere illegittimo di Re Giorgio e di sua maestà l’Europa. La spocchia anglosassone con cui i columnist d’oltremanica vorrebbero raccontare l’Italia agli italiani – rammentate quel capolavoro di sciovinismo che fu «Girlfriend in coma»? – ecco, è un tema che prima o poi affronteremo: ma i dati e soprattutto le date danno ragione all’antipaticissimo Friedman, nella conferma di un sospetto che per la verità era già certezza.
E a proposito di sospetti che diventano certezze – e di conformità all’ordinamento Costituzionale –, ci voleva sul serio quello sforna-scandali che è Giuseppe Cruciani per comprendere che Carlo De Benedetti è uno di quelli che agiscono dietro le quinte del potere? Certo: l’appestatissimo Berlusconi agisce sia dietro le quinte che sul palcoscenico, ma almeno è un imprenditore di prim’ordine, lui.

Riepilogando, a questo punto: dopo Berlusconi Monti, dopo Monti Letta, dopo Letta Renzi. Ci sembrerà così esotico, fra qualche mese, votare per le Europee.

Alex Minissale

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"Giornalista pubblicista, studente universitario. Formazione liberale"
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