FORZA ITALIA SI STA SCOMPONENDO COME UN PUZZLE AL CONTRARIO

E’ davvero difficile fare chiarezza nel partito di Silvio Berlusconi: a distanza di settimane dal voto per le Europee è tutto contro tutti su tutti gli argomenti. Dalla riforma della legge elettorale e del senato alla demcrazia interna, dal garantismo alla voglia di volti nuovi e richieste di passi indietro per gli indagati, non c’è modo di fare ordine in un partito che rischia di essere post Berlusconiano per cause di forza maggiore, piuttosto che per un ritiro dalla vita politica che l’ex Premier anche ieri ha assicurato che non avverrà mai.

Romani: sulle riforme siamo vicini all’accordo.

Siamo vicini ad un accordo che spero, nelle prossime ore, si chiudera‘”. Lo ha detto ai cronisti il capogruppo di Forza Italia in Senato, Paolo Romani, confermando lo schema di un Senato non elettivo proposto da Matteo Renzi.

Maurizio Bianconi, deputato di Forza Italia si oppone energicamente. Se mai fossero vere le dichiarazioni attribuite al presidente dei senatori di Forza Italia circa il ‘senatino renziano’, ribadisco il mio totale disaccordo di fronte a un pasticcio inutile, dannoso, contrario a tutti i principi liberali, che auto promuove in modo surrettizio un ceto, politico tradizionalmente contrario al centrodestra, contrario alle leggi vigenti, facilitando tutte le trame piu’ oscure che si potranno fare lontano dagli elettori da politici che si auto eleggono, che cumulano cariche, che gestiscono affari locali e nazionali“.

La Gelmini chiede a Galan di fare un passo indietro. “Il partito deve agire anche in autotutela, riferendosi alla vicenda Mose”.

Ma la Santanchè minaccia: Fi deve essere garantista o sputtano gli indagati. Se qualcuno in Forza Italia si azzarda ancora a chiedere a Galan di fare un passo indietro o, peggio, se il mio partito dovesse decidere di votare per il suo arresto, io faccio uscire l`elenco di tutti gli indagati forzisti e ne chiedo io le dimissioni. Perché le regole devono valere per tutti“.

Minzolini, su Libero, annuncia il dissenso dal partito un pò su tutto.Fi sta perdendo il suo carattere identitario. Se hai raccontato per anni agli italiani che ci sono stati, se non dei colpi di stato, delle scorciatoie per portare al potere questo o quel governo, poi non puoi accettare di fare una riforma che preveda un Senato non eletto direttamente dai cittadini. Ci siamo detti per vent’anni che il problema principale dell’assetto istituzionale è che il premier non ha i poteri per governare il Paese e oggi vogliamo indebolire uno dei due rami del Parlamento. Fi rinnega la propria identità, se si fa condizionare troppo dalle convenienze politiche del momento”. E sul caso Mose rilancia: “Bisogna pensare ai principi e non ai casi particolari. È questo che ha impedito di fare la grande riforma della giustizia. Essendo io garantista, mi sono avvicinato a Fi. Ma se viene meno la sua ragione d’essere, non vedo perché la gente dovrebbe continuare a stare da questa parte”.

Francesca Pascale candidata alla guida della Regione Campania? Altro elemento di divisione è l’indiscrezione pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno che prevede una candidatura della fidanzata di Berlusconi, alla Presidenza della Campania, cosa che naturalmente viene letta in chiave anti Caldoro. A gettare benzina sul fuoco ci pensa Alessandra Mussolini che paragona Caldoro ad Alfano (non ha il quid), benedicendo la Pascale governatore. A pensare ad una candidatura per se stessa, ci sarebbe anche Mara Carfagna, ma solo nel caso vi rinunciasse Caldoro.

C’è poi il nodo Fitto. Il recordman di preferenze alle europee al sud ha interpretato il proprio risultato come un segnale di richiesta di rinnovamento della classe dirigente del partito ed ha avviato la sua personale missione in giro per l’Italia, chiedendo le primarie (anche se di elezioni all’orizzonte non vi è traccia) e optando per il seggio di Bruxelles che gli garantirà mani libere nel continuare la rottamazione del partito. Contro di lui Toti e il cosiddetto “cerchio magico” se mai esista davvero.

Su tutti si staglia, l’enorme ombra di Silvio Berlusconi che ieri, in occasione dei quarant’anni de Il Giornale, ha ribadito che resta in politica per l’Italia, per riunire ancora una volta i moderati in un unico schieramento alternativo alle sinistre.

Intanto Renzi dialoga anche col Movimento 5 stelle ormai e va avanti come un treno, con una squadra di governo e una classe dirigente di under 40, ma soprattutto un partito vero che celebra congressi e primarie e si snoda alla perfezione in tutti i settori e segmenti della società con le sue strutture associative e meta-politiche.

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