MARE NOSTRUM. ALFANO ABBATTA LA “FORTEZZA DEGLI SCHIAVI” E CI LIBERI DALL’INCUBO SCAFISTI

immigrati barcone mare nostrum

Stando ad indiscrezioni, la campagna elettorale del 2007 di Nicholas Sarkozy sarebbe stata foraggiata dal colonnello Muhammar Gheddafi. Nel Luglio scorso il “finanziamento” è stato conteggiato in 50 milioni di dollari, circa 45 milioni di euro.
Vero o falso? Sarà la giustizia d’Oltralpe a stabilirlo, seppure la Francia tre anni fa abbia avuto una (sospetta) gran fretta nell’intervenire nel teatro libico, con conseguenze non benefiche per libici e per italiani.

Geopolitica alla Risiko. Non è bello da dire, ma “quando c’era lui” (il Colonnello) il livello di vita e il benessere dei cittadini libici era tangibile e sotto gli occhi di tutti. Insomma, vi è mai capitato di incontrare, prima del 2011, un immigrato libico? Non credo, al di là certo degli esuli politici: non va dimenticato che, ricchezza o non ricchezza, la Libia era comunqu un regime.
L’intervento militare di Parigi e Washington sconvolto l’assetto politico di una nazione passata dal moderatismo islamico di Gheddafi alla dittatura islamica.
Chiaramente, lo scopo principale di americani e francesi era la democrazia. Chiaramente… Un “piccolo” errore di percorso.

Schiavi paganti e abolizionisti fessi. Lo schiavismo è cambiato. E di molto anche.
Prima, durante e dopo il traffico di essere umani svolto da portoghesi e spagnoli, gli arabi erano specializzati nella tratta degli africani verso l’Europa, verso i porti atlantici delle colonie europee e, chiaramente, verso i paesi musulmani.
In Mali, Mauritania e in altre nazioni del centro Africa e nell’Irak dell’ISIS la legge non è riuscita a fermare quest’odiosa pratica che oggi si è evoluta: non vuoi morire di fame? Bene, paghi migliaia di dollari per un imbarco in Libia. Parti, forse arrivi in Italia. Forse no, perché seppur pagante sei uno schiavo alla mercé del trafficante.
La “Fortezza degli Schiavi”, un tempo in Sierra Leone, è oggi sulle coste libiche. Ma Mare Nostrum non ne prevede la distruzione, bensì l’accoglienza di disperati che arrivano in fin di vita dopo aver arricchito orde di criminali. A pagare sono loro all’inizio del viaggio e noi cittadini alla fine.

Angelino abbatti la Fortezza. Nessuna iniziativa del Viminale indirizzata a colpire e liberare installazioni schiaviste. Eppure la o le Fortezze sono là, sulla costa della Libia. Cosa aspettiamo? Mare Nostrum si è dimostrata dispendiosa e fallimentare, la Francia (co responsabile del tracollo politico di Tripoli) non ci aiuta, Berlino è troppo lontana per sentire come “anche suo” il problema degli sbarchi. La stima e la solidarietà dell’UE non servono, vogliamo i fatti: paghiamo per stare nell’Unione e ci sacrifichiamo per i capricci di Bruxelles, come quelle sanzioni alla Russia che hanno provocato 700 milioni di euro di perdita all’esportazione nostrana.
Siamo ancora uno stato sovrano: se l’UE fa spallucce, abbiamo il diritto e il dovere di intervenire, proprio come fece Parigi tre anni fa. Ma non per pagare i debiti di una campagna elettorale, bensì per saldare il conto con chi specula sulla vita di disperati e sulla solidarietà di un popolo che ormai non ce la fa più.
Alfano pensi agli schiavi e al loro grido di aiuto che si intreccia con il suo Popolo ormai allo stremo, fra crisi e tassazione alle stelle. E lasci perdere l’estrema destra: l’Unione Europea ha perso credito per le sue scelte, non per colpa dei “fasci”.

Marco Petrelli

Marco Petrelli

"Giornalista con il pallino per la storia, il boogie woogie e gli Anni Cinquanta"
Twitter: marco_petrelli- pagina FB Lettera 32
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