SICILIA: CROCETTA E’ GIA’ PASSATO…

Rosario-Crocetta

Oggi, domani o dopodomani, fra un mese o fra tre anni, Rosario Crocetta è già il passato della Sicilia. Più a lungo resterà sulla poltrona di Governatore, minori saranno le chances di riciclarsi, inversamente proporzionali alla durata di questo disastro annunciato. Andasse via domani potrebbe accusare il PD di ogni nefandezza, invocherebbe l’abbandono da parte degli alleati, evocherebbe poteri forti, mafie, massonerie e complotti planetari. Un seggio, uno, anche piccolino, da qualche parte lo troverebbe nel presepe degli antimafiosi di professione.

Non ne parliamo più. Rosario, oggi o domani, ormai si coniuga al passato.La Sicilia, obtorto collo, dovrà scegliere ancora da chi essere governata e tirata fuori, impresa impossibile, da un “nulla” talmente profondo che neppure Michael Ende sarebbe riuscito a farme materia per la sua Storia Infinita. Allora giochiamola questa partita visionaria, facendo finta che non contino i nomi o i partiti, che già contano poco di loro, ma dieci cose da fare per evitare che la deriva dei Continenti faccia della Trinacria solo un brutto ricordo. Vorremmo tanto che il prossimo Presidente della Regione ci dica quello che vorrà fare dal primo giorno di scuola, piuttosto che quello che non vorrà fare: i forestali? L’esercito della formazione professionale? I dirigenti? I fondi europei? La difesa del suolo? I rifiuti? La sanità? L’elenco sarebbe lunghissimo e pure noioso, solo che ormai, chiuse le segreterie che dispensavano sogni e illusioni, anche l’indolenza di noi isolani pretende risposte, prima di collassare esausti sul primo populista che nuoti da Scilla a Ganzirri.

Ci dica, futuro Presidente, cosa ne farà di tutti i Forestali stagionali, quelli “ingiustamente” accusati di appiccare incendi proprio a ridossso del rinnovo dei contratti? Un falò, forse? E delle centinaia di nomadi della Formazione, creati, illusi, imbarcati nel carrozzone e ora “scaricati”, senza una exit strategy, da Rosarione e dalla assessoressa ragazzina, solo in nome della presunta rivoluzione? Ce lo dica, futuro Presidente. Ci spieghi prima, e non dopo a tempo scaduto, come farà funzionare la macchina dei finanziamenti europei, ferma dai tempi del tanto vituperato Totò Cuffaro, ultimo a poter essere chiamato “Governatore”, visto lo straordinario immobilismo dei suoi successori.

E’ l’ultimo treno che passa per carezzare l’idea di uno sviluppo impossibile, perchè dopo il pudore, oltre alle regole, imporrebbe che tutti i soldi di Bruxelles si restituissero al mittente, centesimo dopo centesimo, per manifesta incapacità (o inesistente volontà) di spenderli. Ci dica, futuro Governatore, come faremo del turismo la risorsa principale di questo sonnacchioso retaggio della Magna Grecia, visto che non riusciamo a tagliare le mani dei beoti che raschiano Scala dei Turchi per farsi le maschere di bellezza. Ci dica se e come l’esercito di precari e lavoratori socialmente utili potranno aprire musei, vigilare monumenti, cogestire la Bellezza. Ci dica se l’Etna resterà un gigante di fuoco ingessato, oppure fra lo splendore del contrasto fra neve e lava e lungo i filari della piccola Borgogna nostrana potrà nascere un sistema virtuoso e invidiato nel mondo.

Ci dica, per favore, cosa dovremo farne dei nostri rifiuti, senza meline, furberie, proroghe, cambi di amicizie in corsa. Lo sappiamo che con la “munnizza” si comprano anche i Santi, figurarsi i Presidenti della Regione, eppure la puzza è tale che persino gli ammalati cronici di sinusite vogliono saperlo: la bruciamo? La mandiamo su Marte? La ricicliamo? Potremmo andare avanti per ore, su ogni inaffrontanta, incompiuta, sgangherata cosa che accade in Sicilia. Ci dica soprattutto, futuro Presidente, se si accontenterà di vincere una elezione, cosa non impossibile in Sicilia, oppure vorrà lasciare un segno profondo. Per farlo dovrà dire subito qualche parola scomoda, dovrà spiegare ai suoi amici, anche quelli untuosi e sudaticci,senza i quali non vincerà, che il tempo è scaduto e anche per loro si avvicina il giudizio divino. La sicilia o si salva, o si muore tutti insieme.

Dovrà avere, caro futuro Presidente, una visione, oltre che una maggioranza: le maggioranze, Crocetta docet, si sfaldano, le “visioni”, unite al pragmatismo, ti fanno guardare oltre l’orizzonte. Ci pensi su, caro futuro Presidente. Siamo gente seria e non le chiediamo qualche vaffanculo per placare le nostre coscienze ed espiare le nostre colpe, perchè in quel caso sapremmo già per chi votare, senza neppure conoscere i candidati. Le chiediamo coraggio, coerenza e trasparenza, senso delle Istituzioni, capacità di governare un popolo anarchico e spesso indolente. Ci pensi bene. Prenda un foglio di carta, ci scriva su cosa vorrà fare e come, lo posti su twitter e facebook, lo faccia diventare “virale”.

Stavolta, ne siamo certi, non ci saranno prove di appello.

Paolo Di Caro

Paolo Di Caro

Direttore Responsabile di Meridiana Magazine. Giornalista, esperto in Management pubblico, si occupa oggi di Relazioni esterne, Comunicazione e Marketing per la Federazione Italiana Hockey. Sommelier Master Class AIS e degustatore ufficiale. Appassionato viaggiatore sempre in cerca di cibo e vino, da mangiare e bere, oltre che da raccontare. Adora la saga del Signore degli Anelli e i fumetti di Corto Maltese e Dylan Dog. Segno zodiacale: Bilancia, in perenne disequilibrio.
Paolo Di Caro
Gli utenti che hanno trovato questa pagina cercavano anche:
  • le nefandezze di Crocetta
  • Melina Splendore whatsapp
About the Author
Paolo Di Caro

Direttore Responsabile di Meridiana Magazine. Giornalista, esperto in Management pubblico, si occupa oggi di Relazioni esterne, Comunicazione e Marketing per la Federazione Italiana Hockey. Sommelier Master Class AIS e degustatore ufficiale. Appassionato viaggiatore sempre in cerca di cibo e vino, da mangiare e bere, oltre che da raccontare. Adora la saga del Signore degli Anelli e i fumetti di Corto Maltese e Dylan Dog. Segno zodiacale: Bilancia, in perenne disequilibrio.

Leave A Response

You must be logged in to post a comment.