TERRA DEI FUOCHI, POMODORI BOMBE CANCEROGENE? PAOLA DAMA E I RICERCATORI DI PANDORA SMENTISCONO

Paola Dama

Paola Dama in laboratorio

Paola Dama è una ricercatrice in oncologia molecolare trasferitasi negli Stati Uniti. Ha completato il suo dottorato di ricerca nel 2013 nel laboratorio del Dr. Carlo Maria Croce ed oggi continua a lavorare al Comprehensive Cancer Center dell’Ohio State University. Da sempre impegnata in opere sociali che l’hanno vista anche vincitrice del premio Donna all’Opera e solo recentemente Premio Parthenope alla sua prima edizione, da anni porta avanti campagne di corretta informazione scientifica attraverso il web e i social network. Ha condotto campagne innovative di sensibilizzazione sulla ricerca scientifica con la sua iniziativa “Scienza in Discoteca”, fino ad essere ideatrice dell’evento Scienza&Napoli tenutosi a Giugliano nello scorso 2013. Ha costituito la Task Force Pandora nel gennaio del 2014 presentando assieme a decine di tecnici e scienziati provenienti da varie parti di Italia (e non solo) quello che fu allora il primo Documento Unico Condiviso a Città della Scienza.

Parliamo di Task Force Pandora

Task Force Pandora è un gruppo multidisciplinare che vede la presenza di agronomi, biologi, geologi, ingegneri, legali, medici, psicologi, ed altri tipi di professionalità. È un gruppo di studiosi, che mette a disposizione le proprie competenze ed il proprio tempo volontariamente e spontaneamente per approfondire la questione dell’inquinamento ambientale in Campania ed in altre regioni di Italia.

Attraverso il metodo rigorosamente scientifico si procede alla raccolta di dati e ricerche per poi rendere pubblici i risultati dei propri studi attraverso la stesura di documenti gratuitamente scaricabili sul sito www.taskforcepandora.com.

Lo scopo è di dare sia una spiegazione ai problemi che attanagliano la nostra terra, ma anche di dare una risposta ai numerosi interrogativi della popolazione che, giustamente, vuol capire cosa davvero accade, se e quanto bisogna preoccuparsi e quali potrebbero essere le soluzioni.

Task Force Pandora a Città della Scienza di Napoli

Task Force Pandora a Città della Scienza di Napoli

Sono passate poche settimane da quando il cantante Gigi D’Alessio con le dichiarazioni di Piazza del Plebiscito sulla Terra dei Fuochi si è attirato gli strali di attivisti e popolazione. In particolare un duro attacco all’artista è arrivato anche dal dottor Antonio Marfella, da tempo protagonista delle battaglie ambientaliste in Campania. Marfella in particolare contesta il dato dell’1% di territorio inquinato.

In merito a quanto è stato detto, vorrei rispondere sulla contestazione dei dati. Così come ho cercato di fare sui social network. La mia non vuole essere una presa di posizione in difesa del cantante o del metodo utilizzato per veicolare certe notizie, perché entriamo in altri discorsi e problematiche che dovrebbero essere di certo affrontate, come ad esempio il fatto che in Italia si continua ad utilizzare dei testimonial e non ci si affida a persone competenti e con precise ed identificabili esperienze professionali. E’ di sicuro frutto di una società che vede e riconosce i suoi eroi in tv e sui giornali. Ma preferisco non dilungarmi oltre su questo aspetto.

Ritornando alla questione dei dati, quell’1% così tanto criticato richiede una opportuna spiegazione. Nella relazione di sintesi del GdL interministeriale scaricabile dal sito del progetto Ecoremed (http://www.ecoremed.it/index.php…) c’e’ scritto chiaramente a pag. 14 che l’area investigata è pari a 58˙731 ettari, cioè tutte le superfici agricole dei 57 Comuni dell’agro Aversano che rientrano nell’area della TdF. L’elenco dei Comuni sta nelle prime pagine. Dalla raccolta delle analisi pregresse e dall’esame delle foto aeree dal 1997 al 2011 sono stati individuati 1562 siti per 1147 ettari a rischio. cioè il 2% dell’area investigata. L’elenco dei siti si trova negli allegati alla relazione. Poi, sui siti a rischio 3, 4 e 5 (per ora) sono state effettuate analisi di controllo (anomalie magnetiche dal CFS, chimiche sui suoli da ARPAC, CRA, UNIVERSITA’, chimiche sui vegetali da IZS, ISS) e la metà dei siti ha confermato di avere qualche problema. Ed eccoci all’1% famigerato.

Purtroppo gli errori comunicativi non sono degli scienziati o studiosi, ma dei giornali che interpretano a piacere loro (senza nemmeno consultarci) i dati prodotti. Hanno detto l’1% della regione ed invece è l’1% delle aree agricole dell’agro aversano. L’ultimo caso riguarda l’uso sconsiderato delle percentuali, non dimentichiamo l’articolo uscito su Fan Page in cui si urlava al 60% dell’area agricola di Acerra e Caivano ad essere contaminate. Anche questa volta noi di Pandora siamo intervenuti ed abbiamo cercato di rettificare questa informazione assolutamente falsa. Invito per approfondimenti sulla seguente pagina. (http://meridianamagazine.org/20150118/acerra-caivano-e-la-bufala-del-60-di-suoli-inquinati/)

Ritornando al Dott. Marfella ed al suo video invito il farmacologo e chiunque altro a contestare i dati con altri dati, altrimenti si resta nell’ambito delle opinioni e in un clima tale in cui la gente è disorientata cerchiamo di non aggiungere altra confusione a confusione. Nell’ambito della comunità scientifica un approccio del genere è bandito.

Paola DAMA labIl Prof. Antonio Giordano, dello Sbarro Institute di Philadelphia, definisce le sostanze di alcuni pomodori analizzati “bombe cancerogene”. Avete trovato riscontri simili nei vostri studi?

Il Prof. Antonio Giordano si riferiva al video mandato in onda con le Iene in cui si elencavano percentuali dei vari metalli pesanti in riferimento ad una pianta di pomodoro che avrebbero fatto analizzare. Non so se il professore abbia avuto accesso a queste analisi, mai rese pubbliche ma sarebbe utile esaminarle per capire cosa è stato analizzato, la pianta intera? I frutti? Le radici? Ribadisco quanto appena detto sopra riguardo al Dr. Marfella. A parte quindi questa precisazione, esistono limiti di legge solo per le parti eduli delle piante e quindi per i pomodori esistono solo per i frutti.

Quali sono i valori dei risultati e in che unità di misura sono espressi (mg/kg di peso fresco o di peso secco) e quali limiti sono stati presi in considerazione. Inoltre, con riferimento alla presenza di manganese, non esiste nessuna legislazione che ne regolamenti il contenuto, né a livello italiano né a livello europeo, in quanto non è potenzialmente cancerogeno, ma è un oligoelemento utile alla salute tant’è che ne è autorizzato l’impiego negli integratori alimentari. Il piombo è un elemento comunque altamente pericoloso, ma nonostante i diversi studi di epidemiologia, nella classificazione internazionale validata da OMS e ONU il piombo non presenta conclamati rischi di cancerogenicità. ( CLP-GHS, il Reg. CE 1272/08 e S.M.I. )

Sarebbe inoltre utile rendere pubblico il luogo in cui è stato prelevato il “pomodoro” citato e se si conoscono anche i livelli di quegli stessi metalli nel suolo dov’è cresciuto, onde potere affermare che quei valori sono dovuti all’assorbimento dal terreno. Sarebbe utile anche sapere il periodo al quale risalgono le analisi effettuate; infatti quelle del 2013 dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), effettuate proprio nei pressi delle discariche di Giugliano, hanno riscontrato risultati completamente differenti, non avendo trovato nessun prodotto edibile contaminato in quell’area. Il report relativo è disponibile sul nostro sito così come tutta la documentazione che ci è arrivata. Abbiamo messo a disposizione di tutti i certificati proprio per rispondere in trasparenza ai tanti dubbi che continuano ad assalire la popolazione. Faccio particolare riferimento al documento della Global GAP, una delle più grandi organizzazioni internazionali di certificazione agroalimentare che è venuta a verificare. In un documento, inviato in Italia a dicembre del 2013, l’organizzazione chiedeva nuovi campionamenti e analisi straordinarie ai produttori agricoli già certificati presso l’associazione che opera in oltre ottanta paesi del mondo ed è composta da più di cento organismi di certificazione indipendenti e accreditati. L’esito? “I risultati dell’indagine hanno dimostrato che tutti i prodotti certificati sono entro i limiti di contaminanti massimi regolamentati dall’Unione Europea. Inoltre, questi valori sono previsti in condizioni di produzione normali”.

Il web è cattivo si sa, così come il mondo dei social è molto insidioso. Lei è stata accusata di fare politica, di difendere Caldoro e addirittura di essere pagata per farlo. Già una volta è stata costretta a pubblicare una lettera aperta in sua difesa, come considera questi attacchi personali?

Nei 12 mesi in cui abbiamo costituito Pandora, mi è praticamente successo di tutto. E’ da tempo che mi impegno volontariamente in campagne sociali e di sensibilizzazione indipendentemente, quindi non ero impreparata alla macchina del fango che si muove sempre solerte quando si fa qualcosa di costruttivo in cui aspetti collaborazione e non diffamazione. Di certo le menzogne, calunnie e altro possono forse avere ragione del fatto che stiamo facendo un ottimo lavoro. Evidentemente diamo fastidio a qualcuno che aveva altri palesi interessi. Vivo negli Stati Uniti oramai da 5 anni e per il momento non è previsto un mio rientro, per cui se oggi mi accusano di volermi candidare, faranno presto a ricredersi. Quello che mi ha spinto e continua a spingere in questa opera di corretta informazione è il mio forte legame con la mia Regione. Il resto sono chiacchiere.

Facciamo chiarezza su miti, leggende e realtà della cosiddetta Terra dei fuochi: di cosa ci si ammala in Campania, perché sono tanti i giovani e i giovanissimi coinvolti e quali sono i veicoli di “morte” attualmente accertati dalla scienza?

Per poter descrivere la possibile correlazione tra l’inquinamento e l’aumento dei tumori, si usa un parametro che misura il numero di nuovi casi in un’area che sono conseguenza di fattori di rischio di tipo ambientale, legati all’inquinamento e/o agli stili di vita. Allo stato attuale l’incidenza di tumore in Campania non è più alta di quella di altre regioni considerate più salubri, anche se l’andamento è in aumento.

Nell’ambito di questi numeri, ci sono alcuni tumori che sono frequenti, in particolare quelli che colpiscono polmone, laringe e fegato. Malgrado l’incidenza ridotta, tuttavia, la mortalità per tumori in Campania è più elevata che nel resto del Paese, è questo è il dato confondente che viene riportato dalla stampa, ma questo dipende dalle fatiscenti condizioni del nostro sistema sanitario regionale e dalla pochissima prevenzione, vedi gli screening oncologici gratuiti consigliati e pagati dal sistema sanitario nazionale che nessuno fa. Ci si ammala di meno e si muore di più. I tumori sono malattie multifattoriali, cioè dovute ad una molteplicità di cause, l’inquinamento ambientale potrebbe esserne causa e/o concausa. Ma noi siamo esposti a tutta una serie di fattori di rischio che abbiamo elencato in un documento disponibile sul nostro sito. http://www.taskforcepandora.com/#!fattori-di-rischio/crkz

Ci rendiamo conto che, in un clima di allarme ed in una situazione di crisi ambientale come quella determinata oggi in Campania e nel resto di Italia, la cittadinanza cerchi di comprendere da sola quanto accade intorno anche perché le informazioni ufficiali tardano ad arrivare e ad essere correttamente diffuse. Indagini epidemiologiche corrette e con risultati attendibili necessitano però di un approccio metodologico rigoroso, di controlli di qualità incrociati, che solo strutture che hanno una specifica esperienza in materia possono effettuare, oltre che di una validazione da parte di istituzioni scientifiche a ciò deputate. In Campania esistono tre registri tumori ed esiste anche un registro per tumori infantile.

Restiamo convinti che soltanto le evidenze scientifiche potranno supportare le analisi epidemiologiche e le scelte di politica sanitaria.

La Campania è tra le regioni con record di obesità infantile e non, ma è anche la regione del Cilento, della dieta mediterranea e dell’elisir di lunga vita scoperti da Ancel Keys. Quanto incidono gli stili di vita della popolazione rispetto a l’insorgere di malattie come il cancro, soprattutto se combinati con l’ inquinamento?

C’è da fare una premessa: quando si parla di “stili di vita” non ci si riferisce solo a “se fumi, se bevi e se vai in palestra”. Sicuramente questi sono aspetti fondamentali per determinare un “corretto stile di vita”, ma non sono gli unici. Lo stile di vita è la quotidianità, è tutto quello che facciamo dal momento in cui ci svegliamo al mattino al momento in cui ci addormentiamo di sera, anzi, comprende anche il luogo, il modo in cui dormiamo e comprende le attività notturne per quelle persone che sono costrette a lavorare su turni. Stile di vita è la casa in cui abitiamo, il lavoro che svolgiamo, gli hobby che abbiamo e, ovviamente, il cibo che mangiamo. Diceva Feuerbach “Noi siamo quello che mangiamo”. Ha parlato della dieta mediterranea di Ancel Keys come “elisir di lunga vita” e ha fatto bene. L’UNESCO ha dichiarato la Dieta Mediterranea “patrimonio immateriale dell’umanità” e un motivo dovranno pure averlo avuto. Il problema è che oggi non si sa più cosa sia la dieta mediterranea, erroneamente riassunta in un “mangiare un po’ di tutto”. Non è così. Oggi il mondo va troppo di fretta, si è continuamente in ansia per qualcosa, tutti sono stressati (stili di vita) e questo si ripercuote molto sull’alimentazione, visto che si è sempre più portati a consumare pasti veloci, possibilmente già pronti, che necessitano poco tempo per la preparazione. Siamo troppo abituati a mangiare fuori casa, a mangiare ad orari sballati e a mangiare junk food, cibo spazzatura. Le malattie non comunicabili, vale a dire il diabete, l’obesità, il cancro, le malattie cardiovascolari, le malattie bronco polmonari croniche e quelle neurodegenerative sono responsabili dell’ 80% della mortalità e del 70% di disabilità e sofferenze in tutto il mondo. In un lavoro scientifico recente si sono stimati i principali fattori di rischio e si evince che la prima causa e’ il consumo di sale e l’ipertensione, la seconda è il fumo e la terza e’ lo scarso consumo di frutta. Paradossalmente ci si scaglia contro i prodotti ortofrutticoli quando (purtroppo) il consumo di vegetali è già di molto inferiore (spesso inesistente) a quello raccomandato e l’alimentazione è enormemente sbilanciata sui prodotti preconfezionati, precotti, preconditi o iper conditi, raffinati, industriali, chimici, sintetizzati in laboratorio. E questi comportamenti alimentari, uniti ad una vita vissuta sempre last minute, trascurando gli aspetti più salutari (una bella passeggiata quotidiana, un giro in bicicletta, un po’ di sport, una gita in campagna, ecc.) è molto più rischiosa di un pomodoro su cui si sono depositati dei PM10, perché con le dovute procedure di lavaggio il pomodoro si pulisce, il junk food no.

Quale direzione deve prendere la scienza nel prossimo futuro, per occuparsi al meglio dei problemi che vive la Campania?

La scienza non ha problemi di direzione, per definizione la direzione della scienza è unica, ovvero la ricerca della verità attraverso l’analisi oggettiva di ciò che esiste, che si può osservare, che si può misurare e che può essere riprodotto per mostrarlo agli altri. Tutto quello che non corrisponde a requisiti oggettivi non è scienza, ma strumentalizzazione della scienza o, peggio, voci di corridoio passate per notizie. E’ il rapporto con la scienza che deve, a mio parere, modificarsi. Mi rendo conto che in una società fatta di disillusioni si è portati a dubitare di tutto, ma si può star certi che la scienza, quella vera, dice quello che realmente è. Questo può non coincidere con quello che ci si aspetta di sentire, ma non significa che sia falso. Del resto bisogna accettare che se anche un milione di persone crede a qualcosa di falso, questo non ne fa una verità. Purtroppo la scienza non è democratica: è come la matematica, la si può conoscere o meno, ma non “piegarla” ai propri desideri.

Ulderico de Laurentiis

Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana".Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!
Ulderico de Laurentiis
Gli utenti che hanno trovato questa pagina cercavano anche:
  • pomodori campani?
  • video relativi all'inquinamento
  • alessio giugliano
  • paola dama antonio giordano
  • pomodori di acerra diossina
About the Author
Ulderico de Laurentiis

Giornalista, Laurea in Comunicazione Istituzionale e di Impresa e tesi su "Il Roma come quotidiano della destra napoletana e campana". Un Master e una passione ancora acerba per l'Enogastronomia. Webmaster di Meridiana Magazine e blogger, cresciuto a pane e militanza politica. Per aspera ad astra!

Leave A Response

You must be logged in to post a comment.