APPROVATO IL JOBS ACT, MA LA CRISI CONTINUA A COLPIRE

Ieri il Consiglio dei ministri ha varato il decreto sulla riforma del lavoro, introducendo delle novità fondamentali che di fatto rivoluzionano il mercato.

Il cambiamento più importante e discusso riguarda l’applicazione del contratto del contratto a tutele crescenti per gli assunti a tempo indeterminato, conconseguente abolizione del reintegro automatico (esclusi i casi di licenziamenti discriminatori e nulli). Al suo posto vi sarà un indennità economica crescente con l’anzianità di servizio. Sul fronte ammortizzatori sociali viene introdotta la nuova Aspi: il sostegno, che non potrà superare i 1300 euro mensili, avrà una durata di due anni con possibile proroga. Vengono aboliti co.co.pro. e co.co.co  lasciando invariata la durata massima del contratto a tempo determinato che non potrà superare i 36 mesi. Inoltre, in caso di ristrutturazione aziendale, sarà possibile il demansionamento del dipendente a cui verrà garantito lo stipendio precedente, escludendo però le indennità.

La riforma del lavoro è senza dubbio un passo importante, nonostante i forti dubbi sulla reperibilità dei fondi per quanto riguarda il capitolo ammortizzatori sociali. L’approvazione dei decreti si inserisce in un quadro macroeconomico che ancora destra preoccupazioni. Infatti l’Istat rendenoto che nel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,3% nei confronti del quarto trimestre del 2013. Nella giornata di ieri l’Istituto statistico ha inoltre confermato le stime preliminari sull’andamento dei prezzi. A gennaio sono diminuiti dello  0,4% rispetto a dicembre e dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2014.  Nonostante il peso del calo dei beni energetici (-14%), l’inflazione di fondo raggiunge un +0,3% in calo di tre decimi di punto percentuale rispetto alla variazione di dicembre. Numeri che smentiscono l’entusiasmo delle ultime settimane riguardo un paese ormai fuori dalla crisi: il governo deve continuare sulla strada delle riforme e finirla definitivamente con annunci e slogan.

Guglielmo Verneau

Guglielmo Verneau

Ventidue anni, laureato in economia e cooperazione internazionale alla Sapienza di Roma e aspirante giornalista pubblicista.
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Guglielmo Verneau

Ventidue anni, laureato in economia e cooperazione internazionale alla Sapienza di Roma e aspirante giornalista pubblicista.

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