PAPA FRANCESCO: REAGIRE AL MARTIRIO DEI CRISTIANI

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La comunità internazionale non deve assistere muta e inerte al martirio di tanti cristiani perseguitati, esiliati, uccisi, crocifissi o decapitati per il solo fatto di essere cristiani. Per tre volte in quattro giorni, dalla Via crucis del Venerdì santo al Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo, Papa Francesco ha ricordato i cristiani perseguitati, sulla spinta anche dal massacro nel campus universitario di Garissa, in Kenya.
“Loro sono i nostri martiri di oggi – ha sottolineato il Pontefice – e sono tanti. Possiamo dire che sono più numerosi che nei primi secoli. Auspico che la comunità internazionale non assista muta e inerte di fronte a un inaccettabile crimine che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. La Comunità internazionale non rivolga lo sguardo da un’altra parte”.
“Per contrastare il terrorismo è inevitabile il risvolto militare. Qualcuno potrà scandalizzarsi, ma questi gruppi vanno affrontati anche sul piano militare. Non userò la parola combattere, altrimenti mi ritrovo nei panni del crociato…”. Sono le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, a commento delle parole di Papa Francesco sulla persecuzione dei cristiani nel mondo.

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