DEBITO PUBBLICO RECORD MA IL GOVERNO LANCIA IL TESORETTO

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Nel mese di febbraio il debito delle Amministrazioni pubbliche ha toccato un nuovo massimo storico: secondo quanto riportato dal supplemento al Bollettino statistico “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” pubblicato dalla Banca d’Italia, le passività lorde del settore pubblico hanno raggiunto 2169,2 miliardi di euro. Il precedente record risaliva a luglio 2014, quando si raggiunse 2167,7 miliardi.

L’aumento del debito di circa 3,3 miliardi rispetto al mese di gennaio, è attribuibile a una crescita di 3,7 miliardi per le amministrazioni centrali mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di quasi mezzo miliardo di euro (0,4). Invariato quello degli enti previdenziali. Così come rimangono invariate le entrate tributarie per un totale di quasi 58 miliardi. Il Bollettino precisa inoltre che “l’incremento è stato inferiore al fabbisogno del mese (8,2 miliardi) grazie alla diminuzione di 3,6 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (pari a fine febbraio a 79,1 miliardi) e all’effetto complessivo dell’emissione di titoli sopra la pari, del deprezzamento dell’euro e della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione (1,2 miliardi)”.

Notizie che pesano come una mattone sulla testa del Governo e del premier Renzi, che negli ultimi giorni aveva ipotizzato l’utilizzo del ‘tesoretto’ di 1,6 miliardi. Manovra subito bocciato dai tecnici delle Camere, che hanno  inoltre sottolineato anche come il Def presenti in maniera incompleta e poco dettagliata il percorso da attuare per la riduzione del debito pubblico.

Guglielmo Verneau

Guglielmo Verneau

Ventidue anni, laureato in economia e cooperazione internazionale alla Sapienza di Roma e aspirante giornalista pubblicista.
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Guglielmo Verneau

Ventidue anni, laureato in economia e cooperazione internazionale alla Sapienza di Roma e aspirante giornalista pubblicista.

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