L’ITALICUM E’ LEGGE: MATTARELLA HA FIRMATO

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L’italicum è compiuto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato l’Italicum, la nuova legge elettorale. La Camera infatti ha approvato, con voto a scrutino segreto il provvedimento con 334 si, 61 no e 4 astenuti. Le opposizioni unite sono uscite dall’Aula al momento del voto. I dissidenti come avevano dichiarato hanno votato a sfavore della legge. Per poter definire legge l’italicum occorreva solo che la nuova legge elettorale fosse promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Le novità introdotte dall’Italicum sono:

1.Doppio turno e premio di maggioranza. Il premio di maggioranza andrà alla lista che ottiene almeno il 40% dei voti al primo turno elettorale. Se nessuna lista raggiunga la soglia richiesta si andrà al ballottaggio tra  le due liste che hanno ottenuto più voti.Alla lista vincente verrà attribuito il 55% dei seggi totali alla Camera 340 seggi.

2. Soglie si sbarramento. Per poter accedere alla Camera dei deputati la soglia di sbarramento è al 3% dei voti che sono espressi a livello nazionale.

3.Collegi plurinominali. L’Italia sarà suddivisa in 100 collegi plurinominali che verranno ridisegnati dal Governo entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.Nei collegi plurinominali possono essere eletti da 3 a 9 deputati in base al collegio.

4.Candidature e preferenze. I deputati saranno eletti per il 50% con preferenze. Ogni collegio avrà un capolista.I partiti per poter partecipare alle elezioni dovranno dotarsi di uno statuto.

5. Parità di genere. Ci sarà l’alternanza uomo donna nella formazione delle liste, doppia preferenza di genere. I capolista di uno stesso sesso non potrà superare il 60% del totale nei collegi di ciascuna circoscrizione.

6. Voto temporaneamente all’estero. Gli elettori temporaneamente all’estero per almeno 3 mesi potranno votare per corrispondenza nella circoscrizione estero.

Renato Brunetta capogruppo di Forza Italia è intervenuto per esprimere tutto il suo dissenso per il modo in cui si è arrivato al “si” definito alla Camera “è stata una violenza che Renzi e il suo Governo, la sua maggioranza hanno inflitto al Parlamento.”

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Giurista in formazione, passionaria nella vita. Classe 1988

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