APOLOGIA DELLA MISS IMPROVVIDA

alice-sabatini-capelli-corti-e-decolleteÈ più grave che una diciottenne in soggezione dica una fregnaccia o che un cospicuo gregge di troll la dileggi con un’aggressività tale da rasentare il cyber-bullismo?

Intendiamoci: lo “scherno collettivo” è naturaliter insito nei social network, talvolta l’esercizio del sarcasmo si concretizza in contenuti divertenti per quanto cinici – disapprovare i quali sarebbe sintomo di una seriosità completamente estranea a chi scrive – altre volte si declina nella cattiveria tipica di chi vuole costruirsi un’identità digitale brillante per riscattare un’identità reale introversa.

Ma chi sta lì a puntualizzare «sapesse quant’è terribile vivere una guerra, sapesse quante donne sono morte durante la seconda guerra mondiale», come se fossero in discussione la ragionevolezza e la verità storica anziché le capacità d’improvvisazione, come se Alice Sabatini volesse sul serio mettere in dubbio la tragicità della seconda guerra mondiale e non semplicemente far la spiritosa – con esiti un po’ imbarazzanti –, ecco, chi ex cathedra riprende la diciottenne improvvida tirando fuori il manuale di storia contemporanea dimostra di avere un senso del tono persino peggiore di quell’inesperienza televisiva e dialettica che addita al pubblico ludibrio, nonché una retriva predisposizione agli stereotipi – «la solita gallina decerebrata» – e un’incapacità di empatizzare assai preoccupante: tutti difetti che, quantitativamente e qualitativamente, sono ben più gravi della fisiologica ingenuità post-adolescenziale che ha ingannato la neoeletta Miss

Alex Minissale

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"Giornalista pubblicista, studente universitario. Formazione liberale"
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