Bodrum: stop controlli in mare dopo l’una. Trafficanti agiscono indisturbati

SANLIURFA, TURKEY -  SEPTEMBER 24: (TURKEY OUT) Syrian Kurdish refugees enter Turkey on September 24, 2014 near Suruc, Turkey. As many as 138,000 Syrian Kurds have poured into Turkey since September 19 fleeing the Islamic State (IS) group offensive in northeastern Syria, according to the UN's refugee agency, According to UNHCR. (Photo by Stringer/Getty Images)

Sulla penisola di Bodrum i pattugliamenti vengono sospesi alle 1.00 del mattino, lasciando i trafficanti indisturbati di agire dopo quell’ora” racconta il reporter e collaboratore de Il Giornale Giovanni Masini. Tragedie, come quelle che recentemente hanno coinvolto profughi bambini, possono essere evitate? Le “traversate della speranza” non sono prive di rischi, che aumentano quando tratti di mare non sono sorvegliati. Talvolta, come fa notare il giornalista, volutamente.

Masini, qual è la situazione dei rifugiati in Turchia?

Sono quasi due milioni, ospitati in diversi campi profughi, ma non solo. Alcuni siriani mi hanno raccontato di aver vissuto a lungo in città turche. Addirittura, a Bodrum, ho avuto modo di conoscere una famiglia siriana diretta a Istanbul perché preferiva vivere in un Paese musulmano. Non manca chi, prima di riprendere il viaggio, si fermi per qualche anno in Turchia“.

Bodrum: cosa vuol dire controlli sospesi dopo le ore 1.00?

Esattamente questo: che dopo quell’ora, cessa il pattugliamento marittimo, con i trafficanti che agiscono indisturbati. Dire che Ankara chiuda entrambi gli occhi non è esagerato. E’ anche evidente che, nessuno, in Turchia, vuole che le località turistiche più note del Paese si riempiano di profughi“.

Sicurezza ridotta per scelta politica, dunque?
Erdogan ha spesso puntato il dito contro il presunto “egoismo dell’Europa” che accetta meno profughi della Turchia, ma la verità è che l’opinione pubblica interna non ama tutti questi arrivi. Ciò potrebbe essere uno dei motivi per il quale le maglie della sorveglianza siano state, per così dire, allentate.”

Quel “dito puntato”, di cui parla Masini, può essere una chiave di lettura per comprendere l’atteggiamento della Turchia sulla questione rifugiati, e non solo. Quando, nel dicembre scorso, al centro dell’attenzione c’erano giornalisti turchi imprigionati, il presidente Erdogan dichiarò: “(L’Ue) non interferisca con le misure intraprese e con lo stato di diritto contro elementi che minacciano la nostra sicurezza”. Una risposta chiara, netta che, da un lato esprime il fastidio per interferenze straniere nella politica interna turca, dall’altro suona quasi come una rivalsa nei confronti di quel l’UE che non ha mai accettato la Turchia nel suo progetto politico.

Ma i profughi che continuano il viaggio, cosa immaginano di trovare oltre Bodrum e al di là dei Dardanelli?

Masini: “Proseguire verso l’Europa significa puntare verso una zona considerata più ricca, sia a livello di economia, sia per il welfare. Diffuso il mito di un Eldorado da raggiungere, in particolare la Germania, dove spesso già vivono parenti e amici”.

Marco Petrelli

Marco Petrelli

"Giornalista con il pallino per la storia, il boogie woogie e gli Anni Cinquanta"
Twitter: marco_petrelli- pagina FB Lettera 32
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