Terni. I veleni, vintage, del palazzone fascista

ButylMethylKeton – classe di stoccaggio 3, facilmente infiammabile, nocivo, irritante” e a portata di mano, aggiungiamo noi.

Non vogliamo tediarvi con una lezione di tossicologia ma, certamente, imbattersi in materiale insalubre e stoccato alla buona non è una cosa sulla quale sorvolare, in particolare se si ci trova in una struttura abbandonata.

A due passi dalla Stazione e a duecento metri da Palazzo Bazzani (perla del razionalismo italiano), infatti, sorge il complesso dell’ex Palazzo della Sanità, opera dei tempi del Regime che, dopo alcuni interventi edilizi tra la fine degli Anni 90 e i primi anni Duemila, è oggi in decadenza e reca i segni dell’incuria.

Da via Muratori (angolo via Federico Cesi) è possibile accedere alla corte interna dello stabile, attraverso un cancello aperto. Non siamo in cerca di guai: partiti con l’intenzione di raccontare in scatti quella perla razionalista in rovina, è per un puro caso che l’obiettivo della reflex cade su un sottoscala, la cui porta d’ingresso è spalancata. Erba alta, sporcizia e polvere non frenano la curiosità… ciò che troviamo, però, è superiore ad ogni aspettativa.

Sulle pareti dello stanzone, fra muffa e ragnatele, si leggono le disposizioni (spesso scritte a mano) destinate agli operatori di stoccaggio. I contenitori, in vetro, pieni e con etichette retrò, lasciano intendere che il Butyl, l’Esano e altri prodotti siano lì da anni. Una rapida ricerca sul web ci fornisce alcuni dati sui materiali.

Butyl: Liquido e vapori facilmente infiammabili; provoca grave irritazione oculare; nocivo se inalato; può irritare le vie respiratorie. Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato.

Realizzato nella metà degli Anni Trenta, il Palazzo era probabilmente parte del vicino complesso dopolavoristico, come testimonierebbe il dipinto (visibile dalla strada) che adorna uno degli ingressi; oggi, nonostante il degrado in cui versa, è una testimonianza storico-architettonica ancora ben conservata. Tuttavia, non si è a conoscenza di piani di recupero o di ristrutturazione, seppure l’enormità degli spazi consentirebbe di ricavare uffici e alloggi a beneficio dell’ amministrazione e della cittadinanza.

Quanto alle sostanze “vintage”, una raccomandazione: non toccatele, non entrateci in contatto, né tentate forme improvvisate di “bonifica”. Infatti, anche ammesso possano essere scadute, un’ eventuale manomissione dei flaconi e una fuoriuscita delle sostanze metterebbero a rischio persone e cose. 

Marco Petrelli

Marco Petrelli

"Giornalista con il pallino per la storia, il boogie woogie e gli Anni Cinquanta"
Twitter: marco_petrelli- pagina FB Lettera 32
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